Cesena, sfratto: ufficiale giudiziario da una famiglia con tre bambine – Gallery

Un «protocollo d’intera» per mettere un argine all’ondata di sfratti, che è diventata fuori controllo. Ma anche una sferzata, attraverso una super-tassazione, ai privati che tengono “congelate” abitazioni che potrebbero essere affittate e così facendo ha fatto sì che trovare una casa da prendere in locazione sia diventata una missione impossibili. E un pungolo ai Comuni perché sistemino in fretta «centinaia di alloggi pubblici ora inutilizzabili perché necessitano di lavori». Sono le tre mosse urgenti sollecitate da Milad Basir, alla guida del Sunia di Forlì-Cesena, il sindacato degli inquilini del pianeta Cgil. Ieri residenti di via Sacchi hanno appena lanciato un messaggio di solidarietà a una famiglia con tre bambine che questa mattina ha ricevuto la visita dell’ufficiale giudiziario chiamato ad eseguire uno sfratto. Ma è solo la punta dell’iceberg, perché casi del genere sono sempre più frequenti, e la situazione è diventata esplosiva, visto che al contempo il mercato delle locazioni è incredibilmente blindato.

«Serve protocollo anti-sfratto»

Il Sunia rilancia un allarme che il responsabile Milad Basir aveva già fatto suonare forte in occasione di un intervento fatto al recente congresso della Cgil di Cesena. «Abbiamo chiesto varie volte alle istituzioni del territorio e alle associazioni dei proprietari di fare un protocollo d’intesa anti-sfratto con i sindacati degli inquilini, coinvolgendo Prefettura e Tribunale – riferisce – Finora non ci hanno ascoltato speriamo che abbiano capito che bisogna farlo subito». Proprio oggi l’assessora Carmelina Labruzzo ha intenzione di chiedere con forza al prefetto una moratoria degli sfratti, almeno fino alla fine dell’inverno. Un provvedimento del genere – ricorda Milad Basir – «è stato adottato durante la pandemia, ed è stato uno dei tappi che abbiamo messo all’emergenza casa. L’altro è stato l’assegnazione di contributi per l’affitto, grazie a fondi statali e regionali». Ma adesso c’è bisogno di un altro sforzo. «L’emergenza è enorme – dice allarmato il rappresentante del Sunia – e ancor più se si è stranieri. Anche se si lavora in grosse aziende e con contratto a tempo indeterminato, c’è troppa diffidenza e paura da parte dei proprietari. E a volte si aggiunge una dose di razzismo puro».

«Basta case vuote»

Parole dure anche contro i “poteri forti”. «Molti fabbricati in centro sono stati acquistati da Fondi speculativi italiani ed stranieri, che li tengono volutamente vuoti. E quanti palazzi sfitti sono in mano alle banche? Serve più responsabilità sociale di tutti, con qualche incentivo, ma anche imponendo una tassa speciale molto alta a chi continua a rifiutarsi di mettere in circolo le case». Non solo “bastone”, però; anche “carota”: «Se servono garanzie per convincere i privati, i soggetti istituzionali le diano, per esempio mettendo depositi cauzionali». A proposito del ruolo degli enti pubblici, il paladino degli inquilini non risparmia una frecciata: «I Comuni devono ristrutturare velocemente le loro case popolari e sociali, perché in una situazione del genere è inaccettabile che ce ne siano centinaia che restano sigillate in attesa di ristrutturazione».

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