Cesena: tre mesi di ritardo sulle nuove piazze

Il cantiere per riqualificare le tre piazze di fronte alla Malatestiana ha accumulato un ritardo di 3 mesi rispetto al cronoprogramma. E la colpa è, ancora una volta, dei problemi di approvvigionamento delle materie prime e dei materiali per l’edilizia. Un guaio esploso già da qualche mese su scala planetaria.

Si sta in pratica ripetendo lo schema visto per l’intervento di ristrutturazione di viadotto Kennedy. Ossia una cantiere ben organizzato, con ditte efficienti, ma che paga lo scotto di ostacoli non legati a vicende locali. Il rischio è che, come è accaduto per quella infrastruttura viaria riaperte da pochi giorni, con un ritardo di 5 mesi rispetto alle tabelle di marcia, la proroga concessa nei giorni scorsi dal Comune per le tre piazze potrebbe non essere l’unica.

Il provvedimento emesso dal servizio Arredo urbano di Palazzo Albornoz (guidato da Andrea Montanari e che fa capo all’assessore Christian Castorri), spostando in avanti di tre mesi la scadenza contrattuale di fine lavori, l’ha portata all’1 maggio 2023. Al momento, si prevede quindi che serviranno altri 14 mesi abbondanti per completare il restyling delle piazze Almerici, dove la posa della nuova pavimentazione è stata in gran parte ultimata, Bufalini e Fabbri e di vicolo Masini.

La gestazione dell’iter procedurale è stata lunga. Il progetto preliminare, per un costo stimato in 3,3 milioni di euro, fu approvato il 22 dicembre 2015. Si dovette poi aspettare il 6 marzo 2018 per l’ok al progetto definitivo. Circa sei mesi dopo arrivò quello esecutivo, che fu successivamente aggiornato, nel maggio 2020. Il 9 marzo 2021 fu aggiudicato l’appalto, per una somma di 2 milioni e 32.000 euro al raggruppamento temporaneo di imprese capitanato dalla “Zambelli srl” di Galeata e di cui fa parte il consorzio cesenate “Coir”, mentre le imprese esecutrici sono la “Coromano srl” di Bertinoro, la “E.R.Lux srl” di Forlì, l’impresa “Mattei” di Verucchio, la “Emmea trade & service srl” di Forlimpopoli, l’azienda agricola “Fratelli Buccelletti srl” di Castiglion Fiorentinoe la “Tecne srl” di Riccione.

Il 12 aprile scorso aprì il cantiere, con traguardo fissato 22 mesi dopo. Ora, però, c’è stato un primo rinvio. I tempi dei lavori sono anche al centro di un’interrogazione che è stata appena presentata dalla Lega. Il dubbio era che lo slittamento, nell’aria già da qualche settimana e ufficializzata ieri con un atto formale, potesse dipendere soprattutto dai numerosi ritrovamenti archeologici durante gli scavi. A quanto pare, invece, è da attribuire a lungaggini nelle forniture di materiali necessari per realizzare alcune opere. Così, almeno, è stata motivata la decisione di concedere la proroga richiesta una settimana fa dall’impresa mandataria “Zambelli srl”. L’analisi dei reperti e la loro rimozione, quando è possibile, sono stati invece gestiti in modo efficiente, grazie alla presenza costante di archeologhe sul posto. La loro attività, sotto la regia della Soprintendenza, ha permesso di eliminare i tempi morti che c’erano in passato quando erano necessarie continue interruzioni dei lavori per visionare quanto veniva alla luce e decidere il da farsi.

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