Cesena, tra like e fake: i giovani sui social cercano approvazione

È ripartita in presenza da Bologna, e oggi farà tappa a Cesena, la 9ª edizione della grande campagna educativa itinerante “Una vita da social” realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola digitale”. Per fare della rete un luogo più sicuro, questo la convinzione alla base del progetto, occorre lavorare per diffondere una cultura della sicurezza online.

Tra fake e like

Dalla ricerca di Skuola.net per “Una Vita da Social”, emerge che un ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso. Sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne uno oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente ma solo con un fake. L’identità anonima serve principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%). Esiste uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per uno su 3, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull’umore. Mentre il 40%, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance.

Il controllo dei commenti

Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo uno su 6 dichiara di non farlo mai. Questo perché attraverso la guerra dei like si costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like). Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al like tattico, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare.

Prevenzione multidisciplinare

I dati raccolti e gli incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, confermano anche l’importanza delle attività di prevenzione: il cyberbullismo è un fenomeno che deve essere affrontato con una pluralità di interventi da parte di diversi organi istituzionali e per questo nei confronti della scuola la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha deciso di porsi come partner privilegiato con cui confrontarsi, coordinarsi ed affrontare le problematiche educative dei giovani in un’ottica multidisciplinare.

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