Cesena, struttura per anziani: permessi e tamponi creano tensioni

Permessi retribuiti e tamponi di controllo per il Covid-19 sono i due temi su cui nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali hanno scritto all’Asp Valle Savio, segnalando il malessere dei dipendenti della struttura per anziani “Nuovo Roverella”. I toni sono quelli di chi è consapevole dello sforzo a cui si stanno sottoponendo da due anni a questa parte questi lavoratori e del rischio che prolungandolo ulteriormente si arrivi all’esasperazione.

Il nodo dei permessi

Il primo dei due problemi che sollevano è la rigidità dell’azienda nel riconoscere ai lavoratori del settore socio sanitario i permessi retribuiti per particolari motivi personali e familiari previsti dall’articolo 32 del contratto nazionale. In un contesto come quello di una casa di cura la materia è delicata e lo è diventata ancora di più con la pandemia: le esigenze del lavoratore devono infatti trovare il compromesso con l’organizzazione complessa di un realtà del genere ed è per questo che ai lavoratori Asp chiede di anticipare il 10 del mese precedente la volontà di usufruirne, motivando questa richiesta. «Un atteggiamento arbitrario e unilaterale lesivo di un diritto contrattualmente previsto», scrivono Antonio Sarpieri (Fp Cgil), Martina Castagnoli (Cisl Fp) e Paolo Manzelli (Uil Fpl). In questo modo non vengono coperte eventuali urgenze dei lavoratori – fanno notare – e la motivazione «non è prevista da alcuna disposizione contrattuale». Su questo punto quella dei sindacati è una diffida «nel continuare tale condotta nei confronti dei lavoratori che hanno offerto la loro piena disponibilità nei momenti difficili e straordinari di questi ultimi due anni, e non solo e che non meritano questo trattamento che si somma alle decisioni infelici degli ultimi tempi (superamento del recupero infrasettimanale lavorato), che hanno incrinato il rapporto tra lavoratori del settore socio-sanitario e l’azienda stessa».

«Tamponi in orario di lavoro»

L’altra criticità riguarda i tamponi: «Questi controlli vengono effettuati molto spesso, per non dire sempre, fuori dall’orario di lavoro del lavoratore e anche lontano dalla propria residenza. Non crediamo serva precisare che queste prassi di controllo e screening sono su base volontaria. Al fine di continuare a garantire la massima partecipazione del personale al periodico controllo, i tamponi vanno effettuati durante l’orario di servizio dei lavoratori».

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