Cesena, storico fiorista dice basta dopo 92 anni di saga familiare

In casi come questi, di solito si dice che chiude un pezzo di storia di Cesena. Qui invece si va oltre e si può rispolverare una immortale canzone di Francesco De Gregori: “La storia siamo noi, nessuno si senta offeso”. Perché con la chiusura dei fioristi “Fiori e piante Dell’Amore” in via Carbonari 3, c’è una sterminata memoria storica che abbassa la saracinesca, un viaggio che ha accompagnato la città per quasi un secolo. Dopo 92 anni di saga familiare legata ai fiori, Benito Dell’Amore (classe 1937) e la moglie Giovanna hanno detto basta, al termine di un percorso che li ha fatti diventare un piccolo grande simbolo di Cesena, quel tipo di negozianti che non ti vendono solo un fiore o una pianta, ma ti aprono un mondo e ti introducono a un’esperienza. Il fioraio è un commerciante di fiori, il fiorista è uno specialista di fiori, che deve sapere istruire e guidare l’appassionato di botanica o il semplice innamorato che apre la porta del negozio. In sintesi, Benito e Giovanna sono stati quello che Amazon non riuscirà mai ad essere.

Affare di famiglia

Questa storia di fiori, piante e famiglia inizia a metà degli anni Trenta, quando Natale Dell’Amore (zio paterno di Benito) aprì una rivendita in Vicolo Masini, nel centro di Cesena all’interno del palazzo che ospita la Banca Popolare. Quindi Natale chiamò Ormano (padre di Benito), di rientro dal lavoro a Salerno, a dargli una mano. Dopo la guerra, nel 1948 i Dell’Amore aprirono lo storico negozio in via Carbonari. I Dell’Amore e i Turroni in Piazza della Libertà erano i fioristi punti di riferimento del centro cittadino. «Io ho sempre distinto le professioni di fioraio e fiorista – dice Benito Dell’Amore – Il fioraio si limita a vendere, il fiorista invece è molto di più. La differenza la fa la passione e noi di passione ne avevamo eccome. Ci siamo messi in gioco con la competenza acquisita dalla nostra esperienza dei vivai e credo che i nostri affezionati clienti ce l’abbiano sempre riconosciuto».

Una sola volta in ferie

Quando si dice che il centro cittadino perde un punto di riferimento, non è un modo di dire. Il negozio infatti non aveva un giorno di chiusura: «No, un giorno intero proprio no – precisa Dell’Amore – visto che restavamo chiusi il giovedì pomeriggio e la domenica pomeriggio. Lo stress? Beh, a volte quello c’era, come no… però alla lunga prevaleva sempre la passione, la nostra voglia di fare le cose per bene». D’accordo, ma almeno le ferie? Magari in estate? «Ah, in ferie ci siamo andati una volta sola, una quindicina di anni fa. Ricordo che chiudemmo 15-20 giorni per andare con nostra figlia in Spagna, poi basta così e in estate abbiamo sempre lavorato».

Coppia affiatata

Benito e Giovanna avevano in gestione diretta il negozio dal 1975, una coppia inossidabile nella vita e nel lavoro. Ma le discussioni non capitavano? «A volte sì, come è normale – precisa Benito – Però ha sempre prevalso un grande spirito di collaborazione tra di noi. C’erano momenti in cui si discuteva, ma c’erano soprattutto quei momenti con cinque, sei o sette persone in negozio, momenti in cui uno da solo non ce l’avrebbe mai fatta. Io e mia moglie siamo stati una bella squadra sul lavoro e insieme abbiamo affrontato ogni problema. Abbiamo tenuto duro di fronte alle difficoltà e oggi che mi guardo indietro posso dire con soddisfazione: sì, ci siamo riusciti ed è stato bello».

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