Stefano Trevisani esce di scena, dimettendosi dal cda di Trevi Finanziaria Industriale Spa, la capogruppo quotata alla Borsa di Milano, di cui è stato una figura chiave per 18 anni. Rinuncia inoltre alla carica di amministratore delegato della Trevi Spa, di cui reggeva il timone dal marzo 2016, risolvendo consensualmente il rapporto di lavoro dirigenziale che lo legava a questa società.

La comunicazione è stata data oggi da Trevi, che ha ringraziato l’ingegnere 57enne «per il suo contributo che negli anni ha consentito al Gruppo di crescere e di divenire una eccellenza e un punto di riferimento nel mercato dei lavori di fondazione». A questo riconoscimento è stato aggiunto un augurio di ottenere «i migliori successi nel nuovo percorso professionale che si accinge ad intraprendere». Al di là delle parole eleganti, appropriate a quella che nella forma è stata una risoluzione consensuale, un divorzio del genere non può essere indolore, perché è un altro passo verso l’estromissione della famiglia ce ha fondato l’azienda, che ora mantiene dentro la cda solo Cesare Trevisani, mentre prima del salvataggio contava ben quattro persone nella “stanza dei bottoni”. Anche se non ce n’era bisogno, è l’ennesima conferma che è iniziato un nuovo corso per il colosso industriale cesenate, che ora è saldamente in mano a Fsi Investimenti Spa (braccio di Cassa Depositi Prestiti) e Polaris Capital Management. Il cambio di uomini ai posti di comando era inevitabile e dell’operato del vecchio management, dopo il periodo d’oro della crescita, per cui vanno riconosciuti indubitabili meriti, non può essere dimenticata la montagna di debiti accumulati negli ultimi anni, che ha rischiato seriamente di fare fallire Trevi.

Ora il consiglio d’amministrazione di Trevifin provvederà, in una futura adunanza, a cooptare un nuovo membro ai sensi dell’articolo 2386 del Codice civile, così come ifaranno gli amministratori di Trevi Spa.

Un forte legame di Stefano Trevisani con la società resta comunque intatto non solo perché dal 1989 ha lavorato per Trevi, maturando le prime esperienze nell’ufficio tecnico e poi svolgendo attività all’estero per 11 anni prima del rientro, ma perché è titolare, indirettamente per il tramite della società controllata Trevi Holding Se, di 523.201 azioni di Trevifin (che alla quotazione attuale, poco superiore a 2 centesimi l’una, valgono complessivamente poco più di 11.500 euro).

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