Cesena, spunta un altro ordigno della seconda guerra mondiale

Sono passati quasi ottant’anni da quando furono sparati, ma in varie zone del territorio cesenate continuano a venire alla luce ordigni bellici della seconda guerra mondiale. E in questo primo scorcio del 2022 il ritmo dei ritrovamenti è più sostenuto del solito: sono stati due nel giro di meno di due mesi, quando nell’intero anno passato erano stati cinque in tutto quelli di cui si era dovuto occupare il Comune.

L’ultimo ordigno rinvenuto

La segnalazione più recente è arrivata da un terreno agricolo in via Celincordia, precisamente al numero civico 2365. Il 22 marzo il Commissariato ha trasmesso al Comune una comunicazione urgente per attivare la procedura di messa in sicurezza di un ordigno bellico emerso tra le zolle di terra. Ha inoltre allertato la Prefettura affinché disponga l’intervento di recupero, che deve essere eseguito da artificieri specializzati in queste operazioni, che comportando sempre un certo livello di pericolo. Due giorni fa, negli uffici comunali del settore Tutela dell’ambiente e del territorio è stata affidata alla ditta Rocchi di via Lupa la delimitazione dell’area da interdire perimetrandola con una rete, con apposizione della relativa segnaletica di pericolo. L’operazione ha un costo di circa 600 euro e si è resa necessaria in attesa della bonifica.

Le precedenti scoperte

Nei primi giorni di febbraio una scena in fotocopia si era verificata in via Tranzano 645, nella zona di Case Finali. Un proiettile di mortaio lungo 40 centimetri era venuto alla luce in un altro campo agricolo. I siti dove sono stati rinvenuti nel corso del 2021 ordigni inesplosi, che hanno richiesto l’attivazione del Comune, sono cinque: via Boscone, via Montevecchio, via Vanzie, via Maccanone e via Purgatorio. A questi vanno aggiunte altre tre sorprese analoghe (nella vie Molino Palazzo, Branchise e Zoffoli), ma in quel caso sono state gestite da altri enti o privati, senza bisogno dell’intervento comunale.

Celincordia in guerra

Per quel che riguarda il ritrovamento di questi giorni in via Celincordia, non va dimenticato che quella località nella fascia pedecollinare cesenate fu toccata pesantemente dalla guerra anche nei mesi prima della Liberazione. Fu infatti uno dei punti colpiti nel primo dei 76 bombardamenti aerei che si susseguirono per quasi 7 mesi sull’area urbana di Cesena. Era il 13 maggio 1944 quando aerei degli Alleati sganciarono bombe su postazioni occupate dalle truppe tedesche e su altri snodi chiave del sistema di difesa nazifascista e delle infrastrutture collegate. In quell’attacco furono prese di mira le zone di San Pietro, del mercato, del cavalcavia, dei Molini, di Ponte Abbadesse, di Sant’Egidio, di San Giorgio e appunto di Celincordia. Al momento del passaggio del fronte, il 19 ottobre 1944, vigilia della liberazione di Cesena, dopo furiosi combattimenti quella località fu una delle tre, assieme a Borgo Paglia e San Vittore, occupate (in quel caso dai britannici della 46ª Divisione di fanteria), in preparazione dell’ingresso nel cuore della città, da dove i tedeschi si ritirarono precipitosamente.

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