Si può fare. Il ritorno agli spettacoli dal vivo non solo è possibile ma, se i protocolli sono rispettati è sicuro. Libero Cola, organizzatore di eventi e storico patron del Vidia Club che ha riaperto sabato, ne è convinto: «Sono i dati a dimostrarlo. Questa estate, nonostante tutte le difficoltà, sono mezzo milione le persone che hanno assistito a spettacoli live, e non ci sono stati focolai». Non che questo basti a superare le difficoltà, sia per chi prova a non fermare del tutto la macchina organizzativa degli spettacoli dal vivo come Cola, sia lato artisti, come testimonia Lorenzo Kruger: sabato sera tornerà sul palco del Vidia Club, che sabato scorso ha riaperto grazie anche al successo della campagna di raccolta fondi lanciata a fine luglio.

La risposta del pubblico

«Quello che ho visto durante l’estate con i concerti “Per gli invisibili” e sabato scorso alla riapertura del Vidia è che le persone hanno bisogno di momenti così, e che quello che risponde è un pubblico vasto ed eterogeneo, per interessi, per età. Partecipano nonostante le tante regole da rispettare: le prenotazioni, la fila, la temperatura, il gel per le mani, le sedute a distanza». La disponibilità a rispettare le regole non manca, e questo è un bene, l’altra faccia della medaglia però «una partenza più in salita» per gli artisti. «Paradossalmente io questa estate ho suonato più che in altri periodi – racconta Kruger – avevo pronto uno spettacolo solista, pensato per un pubblico a sedere in piccoli teatri. Ma è un esercizio per certi aspetti alienante: la distanza congela il pubblico, scaldare e coinvolgerli è impegnativo. Mi sono reso conto che arrivo alla fine molto più stanco emotivamente».

Fronte compatto

Due aspetti quello gestionale e quello artistico che secondo Cola e Kruger è importante sappiano incontrarsi in questo momento di difficoltà per il settore: «È fondamentale fare fronte compatto. Per questo spettacolo – racconta Cola – il messaggio di Lorenzo è stato chiaro: si suona anche ci fosse un solo spettatore». «In questo periodo ho apprezzato molto chi ha scelto di esserci nonostante tutto – aggiunge Kruger – vale per Libero, ma anche per quei festival che questa estate hanno scelto di dare un segnale non fermandosi. Le difficoltà sono di tutti ed è per questo ad esempio che quando sono tornato a suonare ho deciso di non chiedere un cachet, di serata in serata si vede come va, è una sorta di compartecipazione. Le economie sono talmente risicate che per tanti locali c’è il rischio reale che una serata no possa trasformarsi nell’ultima».

Occasione persa

«La mia sensazione è che stiamo perdendo un po’ un occasione – prosegue Lorenzo Kruger – Questa situazione poteva essere l’occasione per ripartire dai piccoli eventi, togliendo qualche balzello per chi organizza, invece non sta succedendo». Da tempo Cola denuncia la mancanza di considerazione per il settore del clubbing: «In tutta Europa, negli Stati Uniti, è considerata una filiera al pari del teatro e viene sostenuta. Non succede in Italia». «Il rischio – commenta Kruger – è fermare qualcosa che poi non ripartirà»

La musica al centro

Sabato sarà la seconda serata di apertura dello storico rock club di San Vittore: «Economicamente riaprire è un azzardo grossissimo, il crowdfunding è quello che ci permette di rimetterci in gioco. Stiamo cercando di reinventarci, si chiude a mezzanotte, i dj set sono da ascolto e solo questo per noi è già un cambiare natura, ma ripartiamo scommettendo sulla musica live come abbiamo sempre fatto». Sabato sul palco del Vidia salirà Lorenzo Kruger. Apertura porte ore 21, ingresso 11 euro, occorre prenotare bit.ly/KrugerTicketVidia.

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