Cesena: sparite le nuove accuse a Campedelli e Mancini

La contestazione (giusta o sbagliata che fosse) era stata fatta quanto meno “nel posto sbagliato”. Così il colpo di scena, ieri al processo per le fatture false e le distrazioni contestate nell’era di gestione Campedelli dell’Ac Cesena, è che la Procura della Repubblica (ieri in aula c’era il pm Sara Posa e non uno dei due storici coordinatori di tutte le vicende legali legate al simbolo del cavalluccio marino) dopo aver presentato all’udienza di aprile nuove accuse nei confronti dell’ex presidente Igor Campedelli e dall’allora numero due societario Luca Mancini, si è associata alla richiesta dei difensori di quest’ultimo (gli avvocati Tommaso e Umberto Guerini di Bologna) nel chiedere al giudice di non procedere con i nuovi capi d’imputazione. Opponendosi di fatto ad un provvedimento che aveva chiesto venisse avanzato non più tardi di tre mesi fa.

Collegamento col l’altra indagine

Il collegio giudicante (presidente Rosati, con a latere De Leva e Giorgi) dopo aver ascoltato sul tema le conclusioni di tutte le parti si è ritirato ed ha accolto quella che di fatto era una richiesta univoca: non tenere conto delle nuove accuse.

Le contestazioni, secondo la tesi difensiva di Mancini e Campedelli poi “sposate” anche dall’accusa, consideravano la distrazione di fondi una sorta di appropriazione indebita di denari e le fatture false a processo una “fetta” del danno che poi ha portato alla bancarotta del Cesena: oggetto però di un altro procedimento che riguarda l’ultima gestione del Cesena Calcio: quella che vedeva ai vertici Giorgio Lugaresi.

Fatti “nuovi” per questo processo in corso e (secondo la difesa) non connessi con la bancarotta ed anche qualora lo fossero contestabili “soltanto” in un eventuale processo a parte. Di qui l’opposizione alla contestazione del Pm e la decisione dei giudici di non trattarle le nuove accuse in questo processo.

Strategie e futuro

La strategia in capo alla Procura e che forse sottende a questo “dietrofront” nel giro di pochi mesi, è con ogni probabilità legata all’altra indagine sul calcio e la bancarotta. Quella che ha visto patteggiare in sede di indagine il principale protagonista Giorgio Lugaresi, che ha concordato una pena di 3 anni e 2 mesi di reclusione oltre ad un risarcimento economico considerato congruo.

Entro l’autunno saranno tanti i protagonisti di quella indagine che, “scomparso” dalla scena il principale protagonista, chiederanno ufficialmente al Gip accesso alla medesima formula di patteggiamento. Igor Campedelli, ad esempio, è tra coloro che potrebbe concordare una via d’uscita mite dalle accuse di aver contribuito al crac successivo del Cesena di Lugaresi. E con le interlocuzioni con gli avvocati di tutti i protagonisti delle vicende ancora i corso, la Procura non ha voluto forse “giocarsi” ora “la carta” di una contestazione che potrebbe invece muovere in altri contesti qualora ve ne fosse bisogno e che invece, insistendo solo su questo procedimento, non sarebbe più stata ripetibile.

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