Cesena, sos per gli atleti e le visite sportive

Serve un… «Piano straordinario per aumentare il numero delle visite mediche legate al ritorno all’attività sportiva».

A chiederlo, in un’interrogazione regionale, sono il Pd e Lista Bonaccini a firma dei consiglieri Giuseppe Paruolo e Stefania Bondavalli (primi firmatari), ed anche della cesenate Lia Montalti e del roncofreddese Massimo Bulbi.

Il problema è legato alle necessità sanitarie per gli atleti (di tutte le età dai 12 anni in su) che hanno avuto il coronavirus. Chiunque faccia attività sportiva a livello intensivo, qualsiasi sia lo sport praticato, dopo essersi ammalato deve sostenere di nuovo la visita medico sportiva abilitante all’attività. La “ratio” è che il Covid può lasciare un affaticamento corporeo che può durare settimane e mesi. Serve controllare che cuore e polmoni possano riprendere gli sforzi sportivi senza conseguenze all’atleta. Siano essi durante le partite o “semplicemente” negli allenamenti.

Le visite sportive da sempre sono da prenotare con anticipo per rispettare l’anno di scadenza naturale della certificazione. Così tutti gli atleti ex malati Covid-19 si trovano a scontare file di nuova ed inattesa prenotazione, con code lunghissime sia nelle strutture pubbliche che in quelle privare. Di fatto il rischio attuale è di dover stare fermi dei mesi in attesa di una nuova visita che difficilmente si riesce a svolgere in tempi brevi. Unendo al danno dell’essere stato malato la beffa di non poter riprendere il proprio sport preferito ed a beneficiarne anche in termini di salute.

«Inoltre la visita di medicina dello sport comporta un costo e può quindi costituire, come avviene per tamponi e mascherine, un fattore di difficoltà per le famiglie, soprattutto quelle con più di un figlio che pratica sport» spiegano i proponenti regionali dell’interrogazione.

«C’è la necessità di garantire la pratica sportiva, soprattutto per gli adolescenti, in un tempo di pandemia non ancora concluso, adeguando tempestivamente il rilascio del certificato “Return to Play” all’evolversi dell’epidemia e soprattutto riducendo i tempi di attesa per effettuare la visita medica visto che ad oggi non si riesce a far fronte alla richiesta di visite mediche agonistiche in tempi adeguati».

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta regionale «Se non ritenga necessario prevedere un piano straordinario per l’aumento delle prestazioni di visite sportive e al rinnovo di certificati di idoneità alla pratica sportiva temporalmente scaduti presso centri Ausl con modalità di prenotazione agili, magari dando priorità a bambini e adolescenti, per limitare al massimo fenomeni di abbandono dell’attività sportiva».

Tra le richieste c’è anche quella che il nuovo certificato non sia un “surplus” rispetto a quello che era stato svolto ad inizio anno agonistico. Ma che possa avere la validità di 12 mesi, come avviene normalmente.

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