Cesena: sos dei genitori per lo spettro sciopero anti green pass

Gli scioperi a ripetizione contro il green pass proclamati nel comparto istruzione dal sindacato Fisi si stano rivelando ansiogeni come non mai per le famiglie con figli in età scolare. Soprattutto quelli che non sono ancora autonomi per potere rientrare e restare a casa da soli se per caso salta la lezione. Eventualità che ultimamente è da verificare ogni mattina, senza avere certezze.

Dopo avere già organizzato 7 giorni di potenziale astensione dal lavoro, spesso senza adesioni ma con una spada di Damocle costantemente sulla testa dei genitori, la Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali, fino a poche settimane fa semi-sconosciuta, ha dichiarato uno sciopero ad oltranza per altri 10 giorni consecutivi, dal 21 al 31 ottobre.

Alcune famiglie, per esempio alla “Saffi”, lo hanno saputo in extremis, perché le Direzioni scolastiche hanno fatto partire tardi le comunicazioni, in quanto – hanno riferito i presidi – la proclamazione dello sciopero non ha tenuto conto dei necessari giorni di preavviso e quindi non c’è stato tempo per sondare le intenzioni degli insegnanti e dell’altro personale. I messaggi inoltrati alle famiglie si limitavano tra l’altro a dire che non era possibile fare previsioni attendibili sull’adesione e quindi i genitori venivano invitati nelle mattinate di sciopero a non lasciare i figli all’ingresso senza preventivamente accertarsi che il plesso fosse regolarmente aperto.

Alla fine, ieri non c’è stato alcun problema alla “Saffi”, e a quanto pare un po’ in tutte le scuole. Forse proprio perché l’annuncio dello sciopero fatto all’ultimo minuto ha spiazzato anche i possibili aderenti. E poi qualcuno sta vacillando di fronte alle riserve espresse dalla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali in occasione dell’astensione dal lavoro della stessa Fisi dal 15 al 20 ottobre: ne è stata infatti contestata la legittimità per «mancato rispetto della regola della rarefazione».

Resta comunque il fatto che molti genitori sono sempre più preoccupati, anche perché l’agguerritissimo sindacato sembra intenzionato a proseguire a lungo la lotta che ha iniziato. E non piace la prospettiva di un anno passato costantemente a chiedersi se gli alunni potranno entrare a scuola o no. Oppure, anche nel caso in cui il personale scolastico renda nota in anticipo la propria volontà di scioperare, con ingressi o uscite anticipate o posticipate o con orari di lezione tagliati, come è già successo proprio alla “Saffi”. Dove una mamma fa notare che dopo le lezioni “a singhiozzo” dello scorso anno scolastico a causa del Covid un’altra stagione scolastica anomala sarebbe pesante per il percorso educativo di bambini.

Inizia oggi la somministrazione della 3ª dose di vaccino agli esercenti le professioni sanitarie ed operatori di interesse sanitario che sono dipendenti dell’Ausl e che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 6 mesi.

In questa prima fase l’invito è rivolto solo agli iscritti agli ordini professionali sanitari, al personale Oss e ai massofisioterapisti dipendenti dell’Ausl che potranno presentarsi in uno dei centri vaccinali Covid aziendali (per Cesena alla Fiera ed a Forlì in via Punta di ferro 2) senza appuntamento, dalle 13 alle 18:30.

Il via a queste terze dosi arriva in un momento delicato nel quale (da qualche giorno) il contagio pare in risalita. Un letto della Rianimazione è tornato d essere occupato da un nuovo paziente Covid positivo. Nelle ultime 24 ore di controlli i nuovi contagiati sono stati 21: undici femmine e 10 maschi, di cui 16 tracciati come contatti ravvicinati di casi già noti della malattia e tre sintomatici.

L’età media dei nuovi positivi al tampone è stata di 38,8 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede Ravenna con 74 nuovi casi in testa, seguita da Bologna (62) e Modena (49); poi Forlì (26), Rimini (23) e Cesena (21). Quindi, Piacenza (17), Parma (15), Reggio Emilia (14) e il Circondario Imolese e Ferrara (entrambe con 7 casi).

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