Cesena Siamo Noi critica sul Pug: “Serve un progetto serio e sostenibile”

Il gruppo Cesena Siamo Noi ha organizzato un incontro pubblico sul Pug (Piano Urbanistico Generalizzato, organizzato) con alcuni elementi nuovi per una chiave di lettura più approfondita sul Piano, anche grazie agli interventi dei molti presenti. La serata ha infatti registrato una sala piena sino alla massima capienza.
“Si tratta certamente di una materia non facile – si legge in una nota – sia per la novità delle norme che per le terminologie adottate, che impatterà in maniera pesante sulle iniziative dei cittadini almeno per un anno. La normativa proposta dall’Amministrazione, che contiene le regole delle future trasformazioni che i cittadini potranno fare, è stata assunta dal consiglio comunale a scatola chiusa, partorita da tecnici esterni con una limitata conoscenza del territorio e delle sue problematiche e con una condivisione limitata a livello di commissioni consiliari (dove sono state analizzate solo alcune sezioni) e assente a livello di quartieri e di ordini professionali competenti in materia, che analizzeranno il piano solo dopo la sua adozione in consiglio”.
“La matrice usata dai progettisti esterni incaricati è la stessa usata in altri comuni limitrofi, uno schema che non tiene in considerazione le peculiarità del nostro territorio. E’ come un vestito preconfezionato non adattato alle misure di chi lo deve indossare.
Oggi si rileva una grande difficoltà interpretativa della normativa che è riconducibile al fatto che il PUG  non ha avuto nessun periodo transitorio di verifica di fattibilità e di messa in uso, dovuto alla scelta dell’amministrazione di volerlo far approvare direttamente in consiglio comunale facendo immeditatamente scattare il periodo di salvaguardia, che per i non addetti ai lavori si traduce in un “congelamento” urbanistico.
Ad esempio  Cervia, cha ha sviluppato il piano internamente con i propri tecnici, ha potuto valorizzare le peculiarità e le conoscenze dirette, analizzando esigenze del territorio e  ritagliando la normativa a misura delle specificità dello stesso. Diversamente Cesenatico, dove il Piano è stato redatto dagli stessi tecnici esterni che stanno lavorando a Cesena, ha avuto una fase transitoria di sperimentazione, non in regime di salvaguardia, che ha permesso un tempo utile di sperimentazione su casi concreti con la successiva rettifica delle parti difficilmente applicabili alla realtà locale. Questo senza produrre l’effetto del dover applicare fin dalla assunzione la norma più restrittiva”.
“Occorre constatare oggettivamente – prosegue la nota – che  in altri comuni non vi è  stata la rigidità che ha contraddistinto l’Amministrazione Cesenate.  Quest’ultima ha di fatto scelto di mettere in campo a stretto giro una norma non verificata ne sperimentata che sta generando confusione tra gli addetti ai lavori, professionisti e tecnici comunali.  Il caos generato dall’applicazione di questa normativa cogente, oltretutto, confligge con i benefici e i bonus che lo Stato ha introdotto per il miglioramento energetico e sismico dei fabbricati, ai quali molti cittadini dovranno rinunciare proprio per la sua difficile applicazione, in un momento espansivo in cui si sarebbe dovuto lavorare per favorire l’applicabilità e l’opportunità degli incentivi per migliorare la qualità del patrimonio edilizio esistente, anche alla luce dei nuovi intendimenti europei tendenti a penalizzare nelle future compravendite gli immobili energivori.
L’obiettivo del consumo di suolo a saldo zero entro l’anno 2050, attraverso il riuso e la rigenerazione del territorio urbanizzato (la Legge Regionale identifica il suolo come “bene comune e risorsa non rinnovabile), è coerente solo in apparenza con le previsioni del nuovo PUG. Al di là delle affermazioni di principio, infatti, con questo PUG a Cesena per i prossimi 29 anni si potranno costruire su terreni agricoli almeno altri 2.056.799 mq di cemento (205,7 ettari), quanti se non più di quelli costruiti negli ultimi 30 anni! La disponibilità di tutti questi terreni agricoli ancora edificabili con il PUG fa sì che costruire su terreni agricoli sia ancora la soluzione più vantaggiosa per le imprese edilizie a Cesena.
A fronte di questo dato allarmante che potrebbe cambiare nuovamente l’aspetto della nostra città, non vi sono però chiare indicazioni su come incentivare seriamente il riutilizzo delle numerose aree urbane e dei fabbricati dismessi.
Serve un progetto serio e sostenibile per favorire il riuso rendendolo più conveniente della costruzione su terreni agricoli, questo per noi rimane una priorità inderogabile”.


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