Cesena si rilancia con la cultura

Per le attività culturali del dopo Covid sembra che niente (o poco) sarà come prima, a Cesena. Ciò almeno stando alla volontà dell’Amministrazione di realizzare iniziative, attuali e future, attraverso un “processo partecipato” della città, coinvolgendo in primis artisti professionisti, associazioni culturali, ma anche Quartieri, circoli, e non da ultime le imprese private, per suggerire a vario titolo progetti ed eventi culturali. Per ora questa modalità di coprogettazione è proiettata al periodo estivo, per intensificarsi in autunno e oltre in modo più articolato. Il nuovo progetto è chiamato “CulturaLmente” e sceglie come logo un volto di donna dell’artista milanese Piero Fornasetti affiancato da fitte righe scritte, per celebrare «la cultura come donna illuminata».

Un festival triennale

Fra i primi progetti, l’assessore Carlo Verona intende promuovere una serie di momenti legati alla figura del poeta dialettale cesenate Walter Galli, a cento anni dalla nascita. Galli funge da primo step di una sorta di festival triennale che porterà ad altri eventi fino al 2023. «Per ora abbiamo individuato noi la scelta di Galli – precisa Verona – per i prossimi anni le scelte del festival deriveranno dal processo partecipato».

«Partiamo da qui per immaginare ciò che faremo in futuro – interviene la dirigente Elisabetta Bovero –. Non più dall’offerta precedente, sia per i vincoli che continuerà a imporci la pandemia, sia per le esigenze del pubblico. Secondo noi saranno cambiate nel modo di vivere la cultura, e incideranno a lungo. Vogliamo inoltre coinvolgere più di prima il pubblico e in modo più diffuso, anche quello che prima non partecipava».

I primi incontri

Sono quattro gli appuntamenti promossi in diretta on line per affrontare alcuni temi culturali insieme ai cittadini, durante i quali chi si collega può intervenire. Si comincia mercoledì 17 febbraio dalle 18 alle 20 con “Teatro e letteratura”; seguono il 24 febbraio “Musica e cinema”, il 3 marzo “Arti visive”, il 10 marzo “Luoghi della cultura”. La danza potrebbe essere un ulteriore tema.

La Malatestiana

In questa coprogettazione è attiva anche la Biblioteca Malatestiana “memoria del mondo Unesco”; asseconda una modalità di partecipazione che la direttrice Giliola Barbero dice di avere già avviato su richiesta dei cittadini. «Alcuni dei progetti già ultimati sono stati compiuti con l’intervento volontario di persone, non solo cesenati». Fra i progetti, la valorizzazione dell’Archivio di Alma Novella Marani (1922- 2002). Figura poco nota, nacque a Cesena ma nel 1963 si trasferì in Argentina dove insegnò all’Università di La Plata. Fra le sue pubblicazioni, una su Dante Alighieri in Sudamerica, e sull’influenza della lingua italiana in ambito sudamericano. Tornata in Italia negli anni Ottanta, donò il suo archivio alla Malatestiana. L’intervento di studiosi sudamericani ha permesso di digitalizzare l’archivio Marani ora on line (150 lettere e 60 catalogate).

Una sentita richiesta dai cittadini è stato il riordino dell’archivio di Walter Galli; giovani studiose volontarie consentiranno la prossima pubblicazione dell’inventario.

Il Bonci e gli spazi della cultura

Ai primi di marzo è attesa la fine lavori del Bonci dopo la manutenzione straordinaria, sarà celebrata in primavera con un evento in collaborazione con Ert (ancora in divenire). Secondo il direttore Franco Pollini si potrà recuperare qualche titolo del cartellone in primavera e in spazi aperti in estate. Spazi che si allargano a sedi di Quartieri e di circoli per raggiungere una più vasta platea. Presto uscirà un bando per la gestione dell’arena cinema estiva al Comandini.

La cultura partecipata soddisfa il Partito democratico di Cesena che già a dicembre 2020 aveva sollecitato l’assessore Carlo Verona a ricominciare a programmare le attività culturali, per aiutare artisti e lavoratori dello spettacolo penalizzati dalla pandemia.

«Non possiamo quindi che apprezzare e sostenere convintamente il percorso “CulturaLmente” lanciato oggi dall’assessore Verona», esprimono in un comunicato i dem.

Aggiungono: «Il settore della cultura uscirà da questa pandemia cambiato, verrà rivoluzionato anche il modo di andare a teatro, al cinema e al museo. Per questo dobbiamo essere in grado di indirizzare al meglio la fase post Covid e non possiamo che farlo coinvolgendo in una riflessione comune, da cui dovrà scaturire un coordinamento e una programmazione collegiale, con tutte le imprese e le realtà associative locali, con l’Amministrazione comunale come punto di riferimento».

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