Cesena, shopping natalizio ripartito in quarta ma spettro stop

Le vie affollate di persone erano il colpo d’occhio che ha accolto chi si è addentrato in centro storico lo scorso fine settimana. Per gli esercenti l’obiettivo è portare a casa un buon Natale che aiuti almeno in parte a ridurre le perdite di questo 2020 difficile e ancora pieno di incertezze, e nelle ultime ore è spuntato anche il timore di nuove chiusure.

Il libro piace

Il fine settimana – racconta Mirna Foschi, della libreria Giunti al Punto – «è andato benissimo. Il libro rimane un regalo che piace e che la gente continua a scegliere. Dovendo stare di più in casa, poi, la gente legge di più». Poi continua: «Con i negozi dei centri commerciali chiusi le persone sono tutte in centro storico. Erano anni che non si vedeva tanta gente». Il lavoro in questi fine settimana natalizi aumenta, ma non si allentano i protocolli: «Siamo molto attente al rispetto delle regole – spiega Foschi – e in questi giorni, in diversi momenti, abbiamo dovuto chiedere alle persone di aspettare fuori. Ma devo dire che ho sempre incontrato grande disponibilità e comprensione: tutti hanno aspettato il loro turno tranquilli. Da parte nostra cerchiamo di essere il più veloci possibile. So già che l’ultima settimana prima di Natale questo limite rappresenterà una penalizzazione, ma va bene così, non possiamo certo lamentarci». L’ipotesi di ulteriori restrizioni non tocca direttamente il settore delle librerie e quindi l’esercente della Giunti si sente «una privilegiata da questo punto di vista», consapevole che «ci sono categorie fortemente penalizzate, e da imprenditrice vivo anche la loro sofferenza».

«Non credo chiuderanno»

«Certo che l’ipotesi di una nuova chiusura spaventa, ma secondo me non chiuderanno di nuovo». È fiducioso Elio Amadori, di “Eureka”, mentre si destreggia tra una telefonata e un cliente. In questo anno di chiusure e restrizioni ha imparato a riorganizzarsi e non lasciarsi abbattere: «Abbiamo sempre lavorato; quando le persone non potevano venire in negozio, ci siamo organizzati con le consegne». Anche lì il fine settimana è andato bene e da un certo punto di vista quello in arrivo non si prospetta un Natale poi tanto diverso dagli altri. «Arrancheremo fino a Natale – dice ridendo – Noi stiamo lavorando, siamo contenti».

Rispettosi e non sospettosi

«“Dante Calzature” esiste da 120 anni, ne abbiamo viste tante, ma come questa mai», dice Enrica Ramilli, che oggi insieme alle figlie porta avanti di famiglia. È consapevole delle difficoltà e delle incertezze, ma non si fa prendere dallo sconforto: «Rimango una persona positiva». Col ritorno alla zona gialla – racconta – «sono tornati tanti clienti. Molti, infatti, vengono dal comprensorio o dal resto della regione. Abbiamo un’ampia selezione di brand, tutti di qualità, e questo ci viene riconosciuto». Il negozio di grande superficie è un vantaggio, ma ad aiutare è anche l’attenzione dei clienti: «È come se tutti si fossero abituati alle nuove misure. La cosa più bella è che sono rispettosi e non sospettosi, si fidano del lavoro che facciamo per rispettare i protocolli». A Ramilli l’inventiva non manca: «Ho già in mente almeno due progetti nuovi, ma questo non è certo il momento per avviarli. Posso aspettare, ma se ci chiudessero di nuovo allora non solo non ci sarà spazio per nuovi progetti, ma diventerebbe un serio problema pagare i fornitori. La merce che abbiamo in negozio noi l’abbiamo acquistata, una nuova chiusura metterebbe in crisi non solo le attività ma l’intera filiera; il settore della moda è già stato duramente colpito da questa crisi. In febbraio sarà un anno che lavoriamo a singhiozzo, senza possibilità di programmare. È dura, ma confido nel buon senso delle persone».

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