Cesena: segnaletica con le trappole per chi guida

Segnali “pazzi” o “fantasma” sulle strade: capita più spesso di quanto si creda. E Cesena non fa eccezione.

A farlo notare diverse segnalazioni e in particolare quella di una persona che per motivi di lavoro macina quotidianamente in auto parecchi km all’interno del territorio comunale. Il suo invito è quello di prestare più attenzione a questo aspetto. Un sos lanciato ai nuovi consigli di quartiere

Rebus velocità

Ecco qualche esempio. Uno dei più buffi è un pannello elettronico che rileva la velocità e invita con una scritta a rallentare se si spinge troppo il piede sull’acceleratore. Si trova sulla via Emilia. Se si supera il limite dei 50 km/h, indica che si sta tenendo un’andatura eccessiva, eppure è segnalato che si possono raggiungere i 70 km/h.

Rotonda alla rovescia

Ancora più assurdo, corretto solo alcune settimane fa, il segnale alla rotonda dopo Ponte Abbadesse. Le frecce circolari erano disegnate in senso orario invece che antiorario e quindi, se si fosse seguita pedissequamente quell’indicazione, si sarebbe imboccata la rotatoria contromano.

Precedenza dimenticata

Ben più grave la svista al semaforo sul ponte Europa per chi viaggia in direzione ippodromo-ex zuccherificio. A differenza di quanto avviene nel senso contrario, dove le cose sono in regola, manca il “dare precedenza” sotto il semaforo: una macroscopica insidia nelle ore in cui l’impianto è spento.

I paletti ex invisibili

La situazione più pericolosa di tutte era però quella sotto la galleria della Secante: i paletti gialli fosforescenti sui bordi, che sono fondamentali per la sicurezza, in assenza di pulizia erano diventati totalmente grigi per lo sporco, e quindi del tutto inutili. Per fortuna, nelle scorse settimane, si è rimediato.

Sorpresa da brividi

Un altro rischio, di genere differente, che sarebbe bene eliminare, è in via Ortona, dalle parti di Ponte Abbadesse: non c’è il cartello che indica che a un certo punto la strada diventa da senso unico a doppio senso.

Segnaletica orizzontale

Ma non c’è solo la segnaletica verticale. Anche quella orizzontale, sull’asfalto, presenta parecchie pecche. Per esempio, a differenza di quanto avviene all’estero, nelle rotonde di maggiori dimensioni, come quella del “Montefiore” o quella a Ponte Pietra, mancano le righe tratteggiate delle diverse corsie dove bisognerebbe stare in base al braccio stradale dove si deve uscire. Un altro problema ricorrente è il mancato tracciamento di qual è il cosiddetto “andamento della strada principale” e questo può creare equivoci. Per esempio, alla Fiorita, vista questa carenza, sono interpretabili le frecce di obbligo di direzione, perché in una strada che vira verso destra ma con un bivio l’andare “diritto” significa seguirla ma “a livello geometrico” pare invece che il diritto sia di fronte, che per il Codice della Strada dovrebbe invece essere a sinistra: dalle parti di via Longiano c’è una situazione esemplare di questo tipo.

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