Cesena, scuole nella morsa Covid: 152 focolai in 167 giorni

La chiusura delle scuole, ad eccezione di quelle per la fascia d’età 0-6 anni, a partire da domani è l’aspetto del passaggio in “zona arancione scuro” che sta scatenando le reazioni più furiose. Tanto che oggi alle 18.30 un gruppo di famiglie darà vita a Cesenatico a un corteo di protesta, con ritrovo in piazza Ciceruacchio.
Tanti genitori lamentano che la didattica a distanza per ore, davanti allo schermo di un computer, è quasi impossibile da sostenere per bambini di 8 o 9 anni. Segnalano inoltre enormi problemi di organizzazione familiare nel caso in cui entrambi i genitori lavorino. Ed è diffusa la tesi lsecondo cui nelle scuole primarie i contagi sarebbero inesistenti o quasi.
Quest’ultima convinzione cozza però con la realtà dei dati. Nel comprensorio cesenate, nel periodo dal 14 settembre scorso all’altro ieri sono scoppiati 152 focolai, cioè ci sono stati due o più positivi simultaneamente in 152 classi. La situazione più pesante è proprio alle elementari, che ne hanno avuti 45. A seguire, nell’ordine, le superiori (41 focolai), le medie (39), le materne (21), i nidi (6). Alla data del 27 febbraio risultavano attivi 34 focolai in altrettante classi dei vari ordini di scuola nel Cesenate. Appena dodici giorni prima erano solo 15. Nella stessa data del 27 febbraio erano ben 1.189 i bambini e i ragazzi in età scolare attualmente alle prese col virus.
La recente e forte accelerazione della diffusione del Covid-19 nella fascia di popolazione più giovane (con ogni probabilità con una prevalenza sempre più netta della variante inglese, molto infettiva) è certificata dalle cifre: lo scorso dicembre il 14% dei positivi aveva meno 19 anni, mentre ora il 21% è in quella fascia d’età.
Tutti questi numeri raccontano perché gli esperti ritengano necessario interrompere le lezioni in presenza. Una raccomandazione recepita dalla Regione, che durante la riunione che si è svolta l’altro ieri coi sindaci romagnoli ha raccomandato di chiudere le scuole. Il consiglio era di farlo non solo nei distretti che hanno sfondato la soglia d’allarme, come quello cesenate e quello Rubicone-Mare, che presenta la situazione peggiore in assoluto, ma anche nelle zone (quasi tutto il Ravennate e il Forlivese) dove la curva delle infezioni è ancora lievemente al di sotto del livello critico. Un invito che è stato respinto solo da Forlì.

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