Cesena, scheletri spuntano come funghi davanti alla biblioteca

Dal sottosuolo attorno alla Biblioteca Malatestiana continuano ad affiorare ossa umane, e in questi giorni anche scheletri insolitamente intatti. Le archeologhe sul posto, sotto la regia della Soprintendenza, li stanno minuziosamente liberando dalla terra che li tratteneva da secoli e stanno rimuovendo altri reperti, tra cui frammenti di oggetti venuti alla luce. È presto per potere fare il punto con precisione, ma hanno l’aria di essere ritrovamenti interessanti. L’individuazione di resti umani ben conservati consente infatti di fare successivi analisi utili per capire tante cose sul modo di vivere in una data epoca su un determinato territorio. Gli apparati scheletrici e le ossa varie che stanno venendo alla luce si trovano nella porzione di piazza Bufalini sul lato di via Montalti, praticamente in corrispondenza dell’entrata storica alla parte nobile della Malatestiana, ma a ridosso della recinzione del cantiere che separa il piazzale adiacente alla biblioteca da piazza Fabbri, dove si trova il parcheggio interrato automatizzato.

I lavori per il progetto delle tre piazze stanno regalando tanti reperti di questo tipo. Già lo scorso luglio, durante scavi per le fognature, erano spuntati fuori scheletri, ma in quel caso in cattivo stato di conservazione. E già allora si erano riempite con ossa umane, soprattutto risalenti al medioevo, ben 15 casse. Ma già durante interventi precedenti per il progetto della Grande Malatestiana erano stati recuperati parecchi reperti, anche di questo genere macabro ma sempre affascinante per gli archeologi. E, a onor del vero, anche per tanti cittadini appassionati di storia o semplicemente curiosi. In particolare, tra il 2005 e il 2009, nella zona dell’ex palestra del liceo classico “Monti” vennero alla luce 14 sepolture, tra cui 5 di bambini, databili tra il VI e VII secolo. E altre 10 tombe furono scoperte nel settore della centrale termica e della cabina Enel, anche se solo una di queste conteneva resti umani, risalenti al II-III secolo. Le sorprese potrebbero dunque non essere finite.

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