CESENA. Sono passati quasi 10 anni da quando l’allora Pm forlivese Alessandro Mancini (oggi capo procuratore a Ravenna) coordinando un mini nucleo della polizia municipale di Cesena, mise sotto sequestro il cantiere del Sacro Cuore, mettendo a nudo le serie irregolarità che lo caratterizzavano. Quindi 115 mesi dopo, un processo, la scomparsa del marchio Cassa di Risparmio di Cesena e numerose trattative per trovare una dimensione nuova ad un’area centrale e strategica per la città, nella giornata di ieri ha fatto capolino, all’interno del cratere del cantiere tra via Padre Vicinio da Sarsina, via Verdi e via Pascoli, una ruspa rossa. Che pare al lavoro per preparare il terreno a novità in arrivo.

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