Cesena, s’accende lo scontro su casa Serra: l’arte chiede spazio

Sulla casa natale di Renato Serra si addensano nubi critiche di una voce autorevole del mondo culturale cesenate proprio nel momento in cui gli studenti-ciceroni dell’Istituto tecnico economico intitolato a quel grande letterato daranno inizio dopo domani a un programma di visite guidate alla sua dimora in viale Carducci. Lo faranno aprendola gratuitamente al pubblico dalle ore 15 alle 18 di ogni terzo sabato del mese, oltre a essere disponibili per prenotazioni delle scolaresche.

Marisa Zattini, art director della società cesenate “Il Vicolo”, lancia frecciate all’amministrazione comunale, rimpiangendo esperienze di cui era stata protagonista all’interno di quel luogo, e invita a fare una riflessione su come valorizzarlo. Ricorda che «Renato Serra è autorevolmente considerato un paradigma della nostra contemporaneità, uno degli intellettuali più amati del Novecento» e che la sua casa natale in viale Carducci è «un luogo speciale della “memoria”, un emblema del territorio, composta da stanze che furono il suo luogo fisico e mentale». Sottolinea il valore di quella dimora, per cui «fu istituita nel 2005 la Fondazione». Ma con una punta di veleno sottolinea che all’interno si trovano «alcuni arredi originali e altri di pura fantasia, rifacimenti e falsi, collocati dall’allora arredatore incaricato dal Comune di Cesena, che li ripescò, in parte, nei polverosi magazzini comunali. Si tratta dunque di una “rappresentazione” e non di un perfetto “dov’era e com’era”. Occorre precisarlo per non illudere il pubblico».

Poi Zattini ricostruisce così un percorso di valorizzazione della casa del grande letterato che si è poi dissolto. «A dirigere il museo fu chiamato il riminese Andrea Donati, con il quale collaborai per la mostra “At home”, dedicata alle fotografie di un’artista riminese. Poi la Fondazione fu soppressa, azzerata. Nel 2015, grazie all’ascolto e all’accoglienza dell’assessorato alla Cultura, ebbe inizio il nostro progetto pluriennale “Fragilis mortalitas”: un innesto di arte contemporanea, e non solo, nel contesto di una casa di un “illustre”. Quattro anni di eventi con artisti chiamati a reinterpretare le opere letterarie di Renato Serra, a partire dall’Esame di coscienza di un letterato. Otto artisti e una trentina di eventi collaterali dedicati alla musica, recitativi di poesie, presentazioni di libri e tanto altro. L’ultimo anno ebbe inizio anche un appuntamento estivo: “Sinfonie notturne”, con musiche dal vivo e poeti che declamavano i loro versi all’interno dell’intimo cortile di casa Serra. Ma con l’arrivo della nuova amministrazione tutto è morto. E non per mancanza di vil denaro».

L’invito è a prendere esempio fa quanto si sta facendo a casa Leopardi, che si è aperta all’arte contemporanea col progetto “Intervalli”. La famiglia Leopardi – spiega – «intende intraprendere un viaggio polifonico tra i diversi linguaggi del presente e del futuro» in quel luogo prestigioso, e commenta: «Questo si fa in un’ottica di promozione turistico-culturale! Noi lo abbiamo fatto molto tempo fa a casa Serra, esportando anche il progetto “Fragilis Mortalitas” in Lussemburgo» e poi «con l’opera di Serra tradotta in lingua francese nel triste periodo della pandemia, ci siamo aggiudicati come editori uno dei dieci Premi del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, ma l’assessorato ha ritenuto opportuno non darne comunicazione e visibilità alla cittadinanza».

Riflessione finale: «Sono gli artisti, i poeti che con la loro sensibilità creativa possono portare nuova linfa nei musei così, come nelle case degli “illustri”. Cerchiamo di pensare in grande e con interdisciplinarietà, puntando su innesti culturali, artistici, poetici, musicali, filmici».

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