Cesena, ritorno a scuola sereno ma con il rebus insegnanti

Superata la zona rossa per rientrare in quella arancione, anche le scuole superiori sono tornate a riempirsi di studenti, seppure ancora con una presenza limitata al 50%. A caratterizzare questo rientro c’è stato anche un aggiornamento dei protocolli anti-Covid. Tra le novità, il fatto che la quarantena per tutta la classe alla prima positività riscontrata, mentre prima veniva lasciato un margine che consentiva di valutare caso per caso. Cambia anche la durata dell’isolamento domiciliare preventivo, che torna ad essere di almeno 14 giorni, mentre prima un tampone volontario consentiva di anticipare il rientro. Ma a preoccupare sono soprattutto le nuove norme per i docenti. Nel loro caso, non scatta la quarantena obbligatoria: fino all’esito del tampone potranno recarsi a scuola, ma non potranno interagire con la classe in presenza che andrà comunque vigilata.
«Noi diamo la possibilità di entrare dalle 7.35 alle 8.05. Di solito solo un piccolo numero di studenti entra alle 7.35, ma questa mattina erano tantissimi. Non so se sia stata la voglia di rivedersi o la pioggia», dice sorridendo la dirigente del liceo classico “Monti” Simonetta Bini.
«Nessun assembramento e tanta voglia di tornare» anche al liceo linguistico “Alpi”, dove la dirigente Valentina Biguzzi racconta di aver accolto l’appello dei sindaci della Val Bidente: «Hanno segnalato un aumento di casi e così, dove possibile, abbiamo dato la possibilità di seguire a distanza ai nostri studenti provenienti da quella zona, anche se sono pochi». Il ritorno in aula al liceo “Alpi” è stato all’insegna delle prove Invalsi.
Sui nuovi protocolli preoccupa la gestione dei docenti, perché – dice Luciana Cino, dirigente dell’istituto “Garibaldi Da Vinci” – «non ne abbiamo così in abbondanza da poter garantire anche la vigilanza delle classi che potrebbero rimanere scoperte. Non capisco il senso di tanta rigidità. Per gli studenti il viaggio verso la scuola, per quanto la situazione trasporti sia migliorata, ha sempre un minimo di rischio potenziale, deve valer la pena fare il viaggio. Ha senso trovarsi in una classe senza insegnante? In caso di lezione alle prime due ore, ad esempio, si poteva prevedere l’ingresso alla terza ora». Guardando più avanti, ad Agraria si sta valutando la possibilità di tenere aperte la scuola anche d’estate, in modo da proporre attività che favoriscano il recupero della socialità intaccata dalla pandemia.
Forti dell’esperienza dello scorso anno, spaventa meno l’esame di maturità e c’è curiosità per la novità rappresentata dal “curriculum” dello studente.

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