Cesena: ristoratrice nella protesta di Roma

Dopo aver aderito ad una prima protesta aprendo il suo locale nonostante i divieti imposti dai Dpcm Natascia Balducci, titolare del ristorante Capra e Cavoli a Montiano di Cesena, lunedì si unirà alla manifestazione a Roma organizzata dal gruppo di imprenditori legati all’iniziativa “Io Apro”.

Continua la lotta

«Parteciperò perché ritengo giusto farlo, i ragazzi di Io Apro si sono esposti per tutti noi ed è giusto metterci la faccia». Obiettivo della manifestazione, spiega, è «Sensibilizzare il governo Draghi, ma anche quei colleghi che ancora non hanno aderito alle proteste». Balducci è stata tra le prime a Cesena ad aderire alla protesta, un’adesione che non è stata senza conseguenze: «Ho preso 5 verbali, malgrado questo però continuerò la mia lotta. In fondo sto lavorando, non sto facendo niente di male. Lavoro nel pieno rispetto dei protocolli, con capienze dimezzate e persone distanziate».

Per sopravvivere

«È una questione di sopravvivenza» per lei da questa consapevolezza attinge la sua determinazione. «Sono piena di debiti, se non lavoro non sopravvivo. Ieri ho pagato 1.037 euro a Enel che minacciava di staccarmi la corrente perché ero in ritardo, oggi mi porteranno il bombolone del gas e non so con cosa pagarlo. Lotto per tenere aperta la mia attività, che è anche il luogo in cui vivo. Non sono in cerca di pubblicità, ma se non lotto io, mia figlia e i nostri tre cani rischiamo di finire sotto un ponte».

Il sogno

Il ristorante Capra e Cavoli a Montiano doveva essere la realizzazione di un sogno: «Sono di origini riminesi ma vivo a Cesena dal 2007, sono figlia di ristoratori sono cresciuta in questo lavoro e avere un locale mio era un sogno che avevo da tempo. Sono riuscita a concretizzarlo il 12 febbraio dell’anno scorso, l’8 marzo ho dovuto chiudere e mi sono trovata con 50 mila euro di debiti e senza lavoro. Per fortuna poi c’è stata l’estate, un estate meravigliosa per me, le difficoltà erano ancora tante, ma cominciavo a pensare di potercela fare. La chiusura di novembre mi ha tagliato le gambe e ora è un disastro».

Gli aiuti non bastano

Il passaggio in zona gialla ha dato un po’ di tregua ai ristoratori, ma non basta: «Io a pranzo in settimana non lavoro, sono in una località lontana da Cesena, le due mezze giornate del fine settimana non bastano a far quadrare i conti. Pago 1.500 euro di affitto, di ristori avrò ricevuto dall’anno scorso a oggi 4-5 mila euro. In questa situazione lo Stato mi ha impoverito, non mi ha aiutata».

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