Cesena: riconsegnata ai parenti la piastrina di un disperso della Campagna di Russia del 1942 – VIDEO

Dopo ottant’anni, torna alla famiglia la piastrina metallica di riconoscimento di Domenico Amadori, giovane soldato cesenate disperso nella campagna di Russia nel 1942. Questo pomeriggio, alla presenza del Sindaco Enzo Lattuca e dei rappresentanti dell’Associazione nazionale dei Bersaglieri, sezioni di Forlì e di Cesena, la piastrina è stata consegnata ad Alba Cartolaro, nipote del soldato disperso sul fronte russo. “Siamo felici – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – di ricostruire un pezzo di storia di un nostro concittadino, Domenico Amadori, che per moltissimi anni è rimasto nell’oblio. Con la consegna di questa piastrina di riconoscimento alla sua famiglia mettiamo il punto a una storia rimasta a lungo senza un vero e proprio epilogo. Domenico Amadori, come tantissimi altri giovani italiani, ha combattuto una guerra assurda sperando di poter tornare presto a casa e di formare così una propria famiglia. Purtroppo per circa 80 mila soldati che hanno combattuto sul fronte russo questo progetto di vita non si è mai realizzato e oggi ci troviamo a ricucire i fili della memoria anche grazie all’impegno di appassionati di storia come Fiorenzo Guidi. Il fondamentale lavoro di ricerca degli uffici comunali – prosegue il sindaco – ci ha consentito oggi di restituire alla famiglia di Amadori questo piccolo ricordo che per sua natura rientra a far parte del patrimonio di tutta la nostra comunità”. Nella provincia di Forlì-Cesena sono caduti o dispersi in Russia 716 concittadini, 80 di loro erano bersaglieri e ben 160 i cesenati. Sono invece 12 i cesenati bersaglieri caduti o dispersi sul fronte russo, tra loro anche Domenico Amadori.

Un lungo lavoro di ricerca ha permesso di ricostruire la storia di moltissimi militari italiani, di ogni corpo, che fecero parte dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR). Tra loro compare anche il nome del cesenate Domenico Amadori che dopo aver partecipato dal 6 al 18 aprile 1941 alle operazioni di guerra svoltesi alla frontiera Italo-Jugoslava col 6° Reggimento dei Bersaglieri e, più tardi, dal 21 luglio 1941 al 19 dicembre 1942 alle operazioni di guerra svoltesi in Russia, è scomparso senza più fare ritorno in Italia. Da quel momento del giovane soldato si sono perse le tracce fino alla scorsa estate quando sul gruppo Facebook “Armir, il ritorno dall’oblio”, un utente del Friuli Venezia Giulia, Roberto Venturini, ha pubblicato la foto della piastrina militare del militare cesenate ritrovata in Ucraina.

Terminata la seconda guerra mondiale a moltissime famiglie italiane non restò che il ricordo dei propri figli partiti per il fronte e mai più tornati (ben 85.000 uomini). Di loro, come di molti altri dispersi in guerra, oggi restano piastrine recuperate sui campi di battaglia, lungo la via della fuga o nei pressi dei campi di concentramento, che i componenti del gruppo Facebook cercano di restituire ai parenti ancora in vita. È questo il caso di Fiorenzo Guidi che, alla lettura del post pubblicato su Facebook, in qualità di membro dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione di Forlì, si è rivolto al Comune di Cesena tentando di mettersi in contatto con la famiglia di Domenico Amadori. Finalmente, dopo mesi di ricerca e di comunicazioni, nel pomeriggio di oggi, giovedì 2 giugno, Guidi ha potuto incontrare la nipote di Amadori consegnandole la piastrina militare, insieme a una targa commemorativa.

Nato il 5 aprile del 1920 e chiamato alle armi il 10 febbraio del 1940, Amadori è stato decorato con la Croce al Valor Militare “sul campo”. Nei mesi che hanno preceduto la partenza in Russia ha frequentato il corso sul cannone anticarro da 47/42. Il 21 luglio di quell’anno è partito per la Russia con la 172esima compagnia del 6° Reggimento Bersaglieri, facente parte del Corpo di Spedizione Italiano (CSIR). Più tardi è stato elevato al grado di Caporale (28 febbraio 1942) e di Caporale Maggiore (19 ottobre 1942). Il 19 dicembre 1942 è stato dichiarato disperso lungo il fronte del fiume Don (Russia).

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