Cesena, rete anti-omofobia: altri scontri sull’adesione del Comune

La mozione in Consiglio per fare aderire il Comune a “Ready”, rete anti-discriminazioni creata da enti pubblici, «non trasformerà Cesena in un gay pride aperto tutto l’anno, non imporrà al sindaco di tingere piazza della Libertà con i colori arcobaleno, non imporrà un Ddl Zan sotto mentite spoglie. Semplicemente permetterà di condividere con altre amministrazioni locali tutte quelle buone pratiche per proteggere le persone da atti omofobi e per sensibilizzare i cittadini». Sono le rassicurazioni date dai Giovani Democratici, che però non risparmiano frecciate alla nota con cui due organi diocesani, il consiglio pastorale e quello delle aggregazioni laicali, hanno espresso timori per una possibile deriva: «Non siamo più ai tempi di Don Camillo e Peppone. Ultimamente sembra che ci sia una gara a fare concorrenza ai cattolici belva degli anni Venti. Consigliamo ai il consigli pastorale e delle aggregazioni laicali di scegliere meglio le battaglie da condurre. L’adesione del Comune di Cesena alla rete “Ready” non è di certo un buon motivo per scendere a gamba tesa nell’agone politico. Per evitare prossime uscite inopportune, svilenti la dignità di molti cattolici, anche e soprattutto di quelli aderenti al campo del centro-sinistra, oltre che delle persone omosessuali, consigliamo di passare più tempo a leggere Sant’Agostino o Eckhart, piuttosto che interessarsi a questioni che non mettono in alcun modo in pericolo la Chiesa e la libertà religiosa nella nostra Città».

Condivide invece le preoccupazioni degli organi diocesani il Popolo della famiglia: «Lo scopo neanche tanto nascosto della rete “Ready” – sostiene – è quello della promozione della cultura lgbt. Il Popolo della famiglia è da sempre impegnato nell’affermare la verità antropologica sull’uomo e la centralità della famiglia composta da uomo e donna e dunque si trova perfettamente in linea col forte richiamo a “fare chiarezza su chi sia l’uomo” che la Diocesi ha voluto rivolgere ai politici che si dicono cattolici» . Il Pdf invita poi i cattolici, a cominciare da quelli che sostengono la giunta Lattuca, a «non presentarsi divisi nella difesa dei valori antropologici fondamentali» e ad evitare «un’eccessiva apertura di credito alla sinistra, che ha ormai sostituito i diritti sociali con i nuovi diritti arcobaleno». Infine, sottolinea che «la nota della Diocesi cita anche l’eutanasia come tema nevralgico di interesse per il mondo cattolico» e «anche su questo fronte il Popolo della Famiglia auspica una vera unione di intenti e di forze».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui