Cesena: restauri al quadro del Guercino

Restauri al via per il patrimonio artistico cesenate, la cui valorizzazione e promozione punta sulla realizzazione della nuova Pinacoteca comunale a Palazzo Oir e nel riallestimento del Museo Archeologico.

Il quadro del Guercino

Nei prossimi giorni tocca al dipinto “San Francesco riceve le stimmate” di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. L’opera d’arte, di proprietà comunale, è conservata alla chiesa dei Cappuccini e si trova all’interno dell’ancona lignea dell’altare maggiore, nella quale è presente sulla cimasa un’ulteriore tela che rappresenta il Padre eterno di autore anonimo del XVII secolo. «A seguito di analisi eseguite sul dipinto – spiega l’assessore alla cultura Carlo Verona – sono emerse alcune criticità che richiedono un intervento di restauro che riporti l’opera alla condizioni originali. Si procederà poi con lavori di manutenzione per la pulitura e l’eliminazione di vecchi ritocchi alterati e con la manutenzione sull’ancona, che ne costituisce l’incorniciatura».

Reperti archeologici

Ieri nell’ambito del progetto di riallestimento del Museo Civico Archeologico, per renderlo più fruibile e capace di catturare l’interesse dei visitatori, è stato avviato l’intervento di restauro su una serie di manufatti, tra cui reperti provenienti dallo scavo del colle Garampo del 2006-2007; la lucerna ritrovata nella zona dell’ex Zuccherificio; la moneta in bronzo sempre proveniente dalle tombe romane ritrovate nella stessa area; ceramiche attiche in vernice nera provenienti da Pievesestina e dolii (grandi contenitori) in frammenti della prima età del ferro provenienti dal recente scavo in area Montefiore. «Si provvederà al restauro – dice Verona – sia di reperti già facenti parte della collezione museale sia di reperti ora custoditi nel deposito del San Domenico e consistenti in opere ceramiche e metalliche».

Ditte specializzate

Gli interventi sono stati affidati a ditte specializzate: il Guercino alla Sos Art di Carlotta Scardovi di Bologna; i reperti archeologici al Laboratorio di restauro Florence Caillaud di Bologna (per le ceramiche), a Kriterion (per i reperti metallici). Tutti i progetti di restauro sono stati approvati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ravenna.

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