Cesena, raccolta fondi per il Vidia che rischia di non riaprire

«Questa volta non possiamo ripartire senza il tuo aiuto». A lanciare questo sos è il “Vidia Club”, storico rock club cesenate, che corre il rischio concreto di non riuscire a risollevarsi dalla crisi causata dall’emergenza sanitaria.
«Abbiamo 37 anni. E nel mondo del clubbing 37 anni sono davvero tanti. Siamo sopravvissuti ai cambi di moda, agli incendi, alle nevicate epocali, ai nostri errori. Alla morte di Joe Strummer, di Lemmy, di Bowie, di Prince. E siamo sopravvissuti anche ad una pandemia. Ma questa volta non possiamo ripartire senza il tuo aiuto». Queste le parole usate nel lancio della raccolta fondi. La pandemia per il locale di San Vittore, come per tanti agli locali in Italia ha significato dover concludere in anticipo la stagione, concerti annullati o posticipati all’anno prossimo, incertezza assoluta sul futuro e quindi la difficoltà a programmare anche eventi futuri.
«È il momento più difficile per il locale. Da febbraio siamo fermi» e da allora, raccontano sulla pagina della raccolta fondi, stiamo cercando di capire come ripartire. Come programmare la prossima stagione. Come farcela di nuovo».
Conferma Libero Cola, storico direttore artistico del “Vidia”: «Ci rivolgiamo al nostro pubblico perché non abbiamo altra scelta per sopravvivere. All’estero i governi sono mossi pesantemente per sostenere la filiera della musica, club compresi, in Italia siamo ancora fermi al palo. Discorsi tanti, qualche politico che ha preso a cuore la situazione, ma il nostro continua ad essere considerato un settore marginale. Il risultato è che chi è sempre stato fuori dai finanziamenti statali e regionali, chi ha sempre cercato di stare sul mercato con le proprie forze, paga dazio due volte. Chi accedeva ai fondi pubblici se li è visti confermare, a noi tocca fare un appello alla nostra gente».
Il rischio che a settembre il “Vidia” resti chiuso è concreto. La piattaforma di crowdfunding è “Idea Ginger”, la stessa che venne usata per la prima impresa di “Rockin’1000”. La formula della raccolta è “tutto o niente”: se non si raggiungono i 10.000 euro, primo obiettivo del crowdfunding, i soldi raccolti fino a quel momento torneranno ai donatori.
Ci si può accontentare della gratitudine e fare una donazione libera (importo minimo 5 euro) o scegliere una delle ricompense: il merchandising a tema “Covidia-19”, la possibilità di dare il proprio nome a una sala o a un drink, avere una targa onoraria dentro il locale, scegliere le canzoni da mettere in pista. Tra le ricompense anche la possibilità di portarsi a casa il poster di un concerto storico del “Vidia”.

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