Cesena, prof no vax al liceo: preoccupazioni per maturità e test

L’assenza da scuola degli insegnanti non vaccinati, seppure in numero contenuto, sta creando parecchie difficoltà in diverse scuole del territorio cesenate. E quelli che rischiano maggiormente di farne le spese sono gli studenti del quinto anno delle superiori, per almeno due motivi. Innanzitutto perché «l’anno dell’esame di maturità è sempre particolarmente delicato». Inoltre, «per gran parte dei ragazzi e delle ragazze che giungono al termine del ciclo quinquennale di studi c’è l’esigenza di affinare la preparazione in vista dei test d’ammissione all’università».
A farlo notare, in toni civili ma preoccupati, sono le famiglie degli studenti di una classe quinta del liceo scientifico “Righi”, che quasi dall’inizio dell’anno scolastico sono alle prese con una vicenda già riportata dal “Corriere”.
Un insegnante di ruolo di matematica e fisica, materie decisamente importanti in quella realtà, ha deciso di non vaccinarsi, finendo anche al centro di un episodio burrascoso. Il giorno dopo che poliziotti lo avevano avvicinato fuori da scuola invitandolo a rispettare la legge, si è presentato ugualmente all’ingresso. Ma essendo senza green pass e senza neppure un tampone negativo da esibire, come a partire dal 15 ottobre è richiesto dalle normative anti-Covid, ne è stato allontanato. Nel tira e molla che ne è nato, che ha poi richiesto anche l’intervento dei carabinieri, si è anche schiacciato anche le dita in una porta. Da lì è nata una certificazione d’infortunio, che gli ha consentito di assentarsi legittimamente dalle lezioni. Finita la convalescenza, è rientrato ma solo per pochi giorni. Poi è andato in malattia, ovviamente sempre con l’attestazione di un medico, e quindi ha finora evitato la sospensione dal lavoro senza stipendio.
Dovrebbe tornare dietro la cattedra dopo le festività di inizio novembre, a quanto pare giovedì prossimo.
Ma tra i genitori dei suoi studenti, così come tra quelli di altre scuole che stanno vivendo situazioni simili, ci si chiede se il rientro sarà definitivo, assicurando ai figli un diritto allo studio stabile, o se proseguirà la tattica del temporeggiamento, nella speranza, che per la verità pare vana, che vengano ritirati gli obblighi introdotti.
Intanto – riferiscono – nella sfortuna c’è stata la fortuna di «potere contare, come sostituta, su una giovane docente di matematica, che la dirigente del liceo, e gliene va dato atto, ha messo a disposizione». È stato possibile grazie a contingenti di “insegnanti Covid” che sono stati concessi alle scuole e che si stanno rivelando preziosi anche per evenienze del genere. Anche perché, solo passato un certo numero di giornate d’assenza, si può incaricare un supplente e quindi in un caso del genere, e in altri analoghi, si sarebbe aperto un vuoto senza questa possibilità.
Al “Righi”, come in altri istituti nelle stesse condizioni, le famiglie che devono fare i conti con insegnanti no vax irriducibili lanciano la richiesta corale esprimono anche un auspicio, che riguarda i medici: «Speriamo che svolgano il loro lavoro in modo responsabile e corretto dal punto di vista deontologico».

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