Nuovo “colpo di scena” nella vicenda che vede il Fondatore della Piccola Famiglia della Resurrezione di Valleripa, don Orfeo Suzzi, sottoposto a processo canonico extragiudiziale dal vescovo monsignor Douglas Regattieri.

L’avvocato d’ufficio Paolo Cavana di Bologna, scelto da padre Orfeo su una lista di legali presente in curia, dopo aver cominciato a esaminare il caso e dopo aver incontrato lo stesso padre Orfeo, ha rinunciato. La complessità delle questioni e la mole di accuse, di contestazioni e di testimonianze da approfondire, con la prevedibile necessità di rimanere impegnati per più udienze, non gli hanno consentito di confermare la sua disponibilità.

A questo punto non è chiaro come si potrà procedere. Si presume con l’affidare il compito di difensore a un altro avvocato. Con un probabile ulteriore slittamento dell’udienza in Curia Diocesana già spostata una prima volta al prossimo 8 febbraio proprio per permettere all’avvocato Paolo Cavana di approfondire il caso. La dichiarazione di rinuncia è di mercoledì scorso, il giorno seguente all’incontro con Padre Orfeo.

«Nella giornata di martedì 26 gennaio – scrive Cavana – nel corso di un colloquio con l’imputato padre Orfeo Suzzi, ho potuto prendere visione per la prima volta del decreto di avvio del processo e dell’atto di citazione in giudizio. In essi emerge con evidenza, diversamente da quanto rappresentatomi all’atto dell’incarico, la particolare complessità della causa, articolata su ben sei capi di imputazione di carattere composito e assai diversi tra loro, alcuni dei quali incidenti sulla buona fama dell’imputato (can. 220 Cic). Sono inoltre richiamate numerose fonti di prova a sostegno, documentali e testimoniali, che richiederanno necessariamente un’attività istruttoria altrettanto complessa, destinata a prolungarsi in più udienze, al fine di assicurare all’imputato il fondamentale diritto di difesa». Per cui, visti gli impegni professionali, «per non pregiudicare la difesa dell’imputato e la celerità della procedura», l’avvocato Cavana ha dichiarato di rinunciare.

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