Ampliamenti dei cimiteri di frazione: l’amministrazione comunale è pronta a mettere in campo almeno un paio di interventi, ma prima vuole cautelarsi dal rischio di un invenduto eccessivo e troppo duraturo. L’orientamento è quindi quello di procedere solo dopo che gli interessati acquisteranno “sulla carta” almeno la metà dei loculi che si programmerà di realizzare.
Uno stimolo a fare il punto sul tema arriva da un cittadino, a proposito del camposanto di Gattolino, il cui allargamento – ricorda – era stato promesso dal sindaco ai residenti della frazione, nel corso della campagna elettorale. «L’esigenza sembra essere reale – afferma Enzo Lattuca – e non ci sono particolari ostacoli a realizzare il progetto richiesto, perché attorno c’è spazio a sufficienza e il terreno è uno e ha già una destinazione urbanistica di quel tipo».
Però, ecco che spunta un “ma”: «È bene verificare prima l’interesse concreto – dice il primo cittadino cesenate – perché stanno cambiando le abitudini. C’è un forte aumento delle cremazioni e di conseguenza il calo del fabbisogno di loculi, visto che ciascuno può contenere più urne con le ceneri. La stessa necessità avvertita a Gattolino c’è, tra l’altro, anche a Ronta. L’idea è quella di realizzare da 100 a 200 nuovi loculi, ma a condizione che ne venga preventivamente acquistata almeno la metà». Comunque il sindaco rassicura i cittadini: «Non ci siamo dimenticati di quanto avevamo detto prima del voto, la questione è stata anche di recente citata nel corso di incontri in Comune».
L’opportunità di essere cauti è consigliata anche da un campanello d’allarme che sta suonando al nuovo cimitero urbano a Tipano. Là la situazione si sta infatti facendo molto complicata, «un po’ – spiega Lattuca – per il fallimento di una parte dei soci che avevano realizzato quell’intervento in project financing, ma soprattutto perché è stata pesantemente intaccata la sostenibilità economica dell’opera, proprio a causa della vendita di un numero di tombe molto inferiori a quanto era stato previsto a suo tempo. Anche perché – fa notare il sindaco – quella struttura non viene ancora percepita come il cimitero di tutta quanta la città e resiste, più che mai tra le vecchie generazioni stanziate nelle frazioni periferiche, la volontà di farsi seppellire nella località dove si è nati e vissuti».

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