Cesena, più fame di case popolari col bonus edilizio e 40 sfratti

Sessanta famiglie in piùin graduatoria per una casa popolare rispetto a sei mesi fa è un dato che racconta bene quella che l’assessora Carmelina Labruzzo definisce «la congiunzione drammatica di più fattori». Tra questi ci sono la pandemia, che ha fatto scivolare più famiglie sotto la soglia di povertà, il caro bollette, lo sblocco degli sfratti, ma anche un mercato libero dell’affitto piuttosto impermeabile. Un mercato di difficilissimo accesso non solo per le persone di origine straniera, che incontrano spesso enormi difficoltà, ma anche per le famiglie italiane. «C’è consapevolezza, ma non arrendevolezza», premette Labruzzo, precisando che, per quanto sia preoccupante la situazione, l’atteggiamento con cui la si sta affrontando non è certo di passività. «Il fatto che ci siano tanti fattori che contribuiscono a creare questa situazione significa anche che sono tanti anche quelli che la possono sbloccare», spiega. Le molteplici soluzioni su cui l’amministrazione comunale sta lavorando hanno come comune obiettivo quello di «aggredire da più parti questa graduatoria», fatta di persone e di famiglie che partono da situazioni diverse. «Nelle parti più basse della graduatoria, ad esempio, troviamo di solito persone con un Isee più alto, che non hanno sfratti. Questa è una parte di graduatoria su cui si può lavorare, mettendo in campo altri strumenti». Labruzzo cita, ad esempio, la misura regionale del sostegno all’affitto o la possibilità che hanno le amministrazioni di sostenere il costo della caparra, spesso chiesta dai proprietari quando si firma un nuovo contratto di affitto.

Allerta sfratti

Incombe inoltre l’altrettanto complessa e preoccupante “questione sfratti”. Sono una quarantina – riferisce l’assessora – le situazioni che attualmente si stanno monitorando e riguardano tutte il 2022. «Si spera che non tutte si risolveranno in uno sfratto esecutivo – precisa Labruzzo – Ci sono casi in cui riusciremo a intervenire lavorando per recuperare la morosità. Ma non sarà sempre così». Anche in questo caso il numero elevato è l’effetto di una somma di fattori: lo sblocco degli sfratti che sono stati a lungo vietati dalle misure legate al contenimento delle conseguenze della pandemia, l’aumentato costo delle utenze, ma anche i bonus per le ristrutturazioni edilizie. «Non tutti sono sfratti per morosità, anche se questa è ben presente nella casistica. Ci sono diversi proprietari di casa che, intendendo cogliere le opportunità dei superbonus, arrivati a scadenza del contratto, non lo rinnovano, perché hanno bisogno della casa libera per ristrutturarla».

Alloggi rigenerati

Una parte della potenziale risposta a questa situazione viene dall’edilizia popolare pubblica. In questo ambito – spiega Labruzzo – «la strategia è volta a recuperare». Sostiene quindi la scelta di alienare gli alloggi che non sarebbe possibile sottoporre a manutenzione, in modo da liberare risorse per realizzare quegli interventi che invece consentono di rimettere a disposizione altri alloggi. Grazie a questa strategia e ai contributi Acer arrivati dalla Regione – riporta Labruzzo – «siamo riusciti a riassegnare 13 alloggi, un numero significativo ma che non riesce a dare risposta sufficiente al ritmo con cui si cresce la domanda di edilizia residenziale pubblica e sociale».

In rete, non da soli

Il convegno dedicato all’emergenza abitativa organizzato da Asp e ospitato dal Comune, a cui ha partecipato anche la vicepresidente regionale Elly Schlein, è parte del percorso con cui l’amministrazione si sta attrezzando per tutelare il diritto alla casa. «Anche in quella occasione è emerso con chiarezza l’importanza di fare rete. Sono molto convinta del fatto che il pubblico da solo non basti. Servono il coinvolgimento e il contributo di tutti gli attori e questo chiama in causa anche i privati proprietari di case», dichiara l’assessora. E allora «presidiare il tema delle alleanze» è uno degli impegni che indica come centrali. In questa direzione vanno anche una serie di incontri in programma la prossima settimana con i sindacati e la Fondazione per l’affitto. «Stiamo convocando tutti i tavoli in cui siamo per studiare e condividere strategie», conclude Labruzzo.

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