Cesena, il piano di salvataggio della Trevi non prevede licenziamenti

CESENA. Non ci saranno prezzi da pagare dal punto di vista occupazionale se andrà in porto l’operazione di salvataggio del Gruppo Trevi, colosso dell’industria cesenate nato nel 1957 e in crisi acuta da un paio di anni. La rassicurazione è stata data nel corso di un incontro che le rappresentanze aziendali e i sindacati di categoria locali dei metalmeccanici e dell’edilizia avevano opportunamente chiesto per fare chiarezza. Negli ultimi mesi l’aggravarsi della situazione aveva infatti creato un comprensibile stato di agitazione tra i lavoratori. E anche dopo il piano di ristrutturazione, presentato nei giorni scorsi per non fare affondare il gigante appesantito da circa 700 milioni di euro di debiti, c’era comunque una preoccupazione: che, come accade spesso in questi casi, il risanamento fosse destinato a passare anche sulla pelle dei lavoratori, sotto forma di massicci licenziamenti.

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