Cesena, per San Giovanni il corale torna in duomo

Anche quest’anno, in occasione della festa di San Giovanni, si rinnova il tradizionale momento che unisce la Biblioteca Malatestiana al Duomo cittadino e che riporta tutta la città al passato, ovvero negli anni in cui questa tradizione nacque e si radicò. Dalle 10 alle 12,30 di domani, giovedì 24 giugno, giorno di San Giovanni, uno dei grandi libri liturgici di proprietà della Diocesi conservati nella Biblioteca Malatestiana sarà esposto all’interno del Duomo di Cesena. Il trasferimento del Codice manoscritto avverrà sotto la diretta custodia dei bibliotecari e della Polizia locale.

Si tratta di un manoscritto – un Graduale – che comprende la musica e i testi che il coro eseguiva nel corso della celebrazione della messa, per esempio il canto iniziale (Introitus) e quello della Comunione. Tali canti variavano in base ai Santi del giorno e – proprio per la speciale devozione a San Giovanni Battista patrono della città – in questo volume il primo canto della messa serale del 23 giugno e di quella diurna del 24 giugno sono accompagnati da una ricchissima decorazione. Quest’anno, come anche avvenuto nel 2020, verrà mostrato il foglio 72v che corrisponde all’inizio della messa della vigilia di San Giovanni. L’iniziale N contiene il ritratto del santo adulto, rappresentato con capelli e barba incolti e una povera tunica da eremita, il mantello rosso del martirio e la croce che lo resero figura di Cristo.

La pagina riporta un messaggio di speranza racchiuso nel famoso ‘Ne timeas’, ‘Non avere paura Zaccaria perché Elisabetta partorirà un bimbo amato da Dio che si chiamerà Giovanni’, un invito a non avere paura e ad essere coraggiosi davanti alle difficoltà che la vita presenta. È possibile sfogliare online il Corale Duomo C, manoscritto membranaceo, all’interno del Catalogo aperto dei manoscritti della biblioteca Malatestiana.

I Corali della Cattedrale

 I sette corali (sei Graduali e un Kyriale) vennero commissionati dal vescovo Giovanni Venturelli da Amelia e dai canonici del Duomo e realizzati dal copista Enrico di Amsterdam tra il 1480 e il 1495. Essendo andate perdute quasi completamente le opere pittoriche locali ad affresco e su tavola della seconda metà Quattrocento, i corali del Duomo costituiscono una preziosa testimonianza della pittura che poteva trovarsi in una città romagnola verso la fine del secolo. Secondo la testimonianza dell’erudito settecentesco Giovan Battista Braschi, venivano esposti alla pubblica devozione e ammirazione nel giorno della festa di San Giovanni Battista. Non a caso quindi, una delle pagine più note di questi splendidi volumi è la 75v del corale C, che contiene la raffigurazione della nascita del Santo.

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