Cesena: per le feste investiti 200 mila euro

L’enorme gonfiabile che ha colorato le festività di fine 2021 in piazza Almerici, simpaticamente definito “Babbone Natalone”, non è costato un centesimo al Comune. Fa parte di un’originale collezione di circa 5.000 Babbi Natale di vari tipi e dimensione di cui dispone “Servicefest”. E questa ditta, a cui il Comune aveva affidato alcune iniziative, si è offerta di aggiungere per 5 giorni quella installazione. È stata posizionata nella porzione del cantiere di piazza Almerici riaperta in quel periodo, accendendo discussioni di natura estetica, anche se va detto che accanto a chi l’ha definita un orrore pacchiano ci sono stati tanti bambini che lo hanno molto gradito.

Al di là dei gusti, il “Babbone Natalone”, che era stato suggerito dal tavolo di programmazione “InCesena”, che coinvolge anche le associazioni di categoria, non ha comunque comportato costi aggiuntivi. A precisarlo, rispondendo a un’interrogazione che era stata presentata dalla Lega, è stato l’assessore Luca Ferrini. Ha inoltre fatto il punto su un’altra installazione collocata nello stesso posto dopo la rimozione del maxi Babbo Natale: una gigantografia della Befana impressa su un tabellone verticale. Anche quella è stata concordata con “Servicefest” e non ha richiesto esborsi al Comune di Cesena. È stata infatti proposta come compensazione di eventi programmati che ha dovuto annullare a causa del Covid.

I chiarimenti chiesti dal Carroccio hanno dato anche l’occasione per fare un po’ di conti sui costi sostenuti per il calendario di iniziative durante i festeggiamenti a cavallo tra fine 2021 e inizio 2022. Hanno superato abbondantemente i 200.000 euro complessivi.

Uno sforzo non da poco, tenuto anche conto del fatto che la pandemia ha costretto ad annullare, nel periodo dal 26 dicembre al 2 gennaio, sei degli eventi che erano previsti (due giornate di musica itinerante, un concerto della Tre Monti Band che si sarebbe dovuto svolgere ai giardini pubblici (e tre giornate di funzionamento del trenino) e ha indotto a sospendere in anticipo la manifestazione dei pianoforti per strada.

Però le minori spese per il venir meno di questi appuntamenti è stato rimpiazzato con altri investimenti, tra i quali la ricordata Befana e parecchie inserzioni promozionali a pagamento sui social.

Entrando nel dettaglio dei costi, l’onere economico più pesante è stato quello per le luminarie, servizio affidato alla società “Gestione & Servizi”: per illuminare a festa il centro sono stati spesi 79.178 euro. Ci sono poi 47.346 euro destinati a “Servicefest” e 19.424 a “Matilde Studio” per varie iniziative e attività. Quasi 30.000 euro sono andati a 6 imprese e 9 associazioni ed enti no-profit, attraverso due bandi, per sostenere eventi messi in campo non direttamente dall’amministrazione comunale.

Infine, ammonta 42.695 euro la spesa affrontata per “Balamondo”, evento musicale di capodanno con Mirko Casadei Popular Folk Orchestra e Roy Paci & Aretuska che, sempre a causa delle restrizioni per il Covid, si è svolto a porte chiuse alla rocca ma è stato trasmesso in diretta su Teleromagna.

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