Cesena, per il Covid l’allarme più grave dalle scuole

InCommissione consiliare il sunto sulla situazione sanitaria cesenate dall’inizio della pandemia. Ne è emerso un racconto attraverso i dati che da un lato descrive la capacità di tenuta del sistema sanitario e ospedaliero territoriale, dall’altro dimostra che l’emergenza non è finita e il virus continua a diffondersi. E sotto attacco in questi ultimi giorni sembrano esserci soprattutto le scuole. Sono intervenuti Nicoletta Bertozzi, direttrice del dipartimento di Cesena di Igiene Pubblica dell’Ausl, Carlo Lusenti, direttore sanitario del presidio ospedaliero cesenate, e Francesca Righi, direttrice dei distretti socio sanitari cesenati.

Dall’inizio della pandemia nell’ambito di Cesena (distretti Valle Savio e Rubicone) i casi confermati di covid 19 sono stati 10.739, con 219 decessi con un tasso di “mortalità grezza” (morti rispetto ai casi) pari al 2%. Le quarantene per contatto raggiungono quota 24.950, a cui si aggiungono 3.750 quarantene per chi rientrava da paesi considerati a rischio. Sono 74.350 i tamponi effettuati tramite Drive Through, a cui si aggiungono 27.992 tamponi effettuati per screening in collettività (rientrano tra questi quelli effettuati periodicamente nelle Cra), e 12.141 tamponi effettuati a domicilio.

I dati illustrano anche la differenza tra le due ondate, ma avvisa Bertozzi, «sono dati difficili da comparare considerando che nella prima fase avevamo una capacità diagnostica minore». Tra febbraio e settembre 2020 i casi confermati sono stati 1.112, ma la mortalità grezza era pari al 7% (78 decessi), i tamponi effettuati stati meno di 30mila. Da ottobre a oggi, nella seconda ondata, nel cesenate, in 5 mesi i casi confermati sono stati 9.627 (+776%), ma la mortalità grezza è diminuita (1,5% con 141 decessi). I tamponi effettuati sono stati quasi 85mila.

Nella scuolai casi confermati da settembre tra gli studenti sono 1.005, tra il personale scolastico 199. «Da settembre abbiamo registrato 124 focolai nelle scuole, ma 32 solo nella ultima settimana».

Numeri che è stato possibile affrontare grazie alla capacità di tenuta dei presidi ospedalieri del territorio. «Nella prima ondata – spiega Lusenti – il picco dei ricoveri è stato di 99, abbiamo retto ma ad ospedale al minimo. Questa seconda ondata è diversa il picco dei ricoveri è stato di 104 tra il 5 e il 7 gennaio, ma è cambiata la natura dei ricoveri, la pressione sulla terapia intensiva è bassissima e l’ospedale ha continuato a funzionare per le altre attività. Attività chirurgica, ambulatoriale, di diagnostica di tutti i livelli sono quelle ordinarie. Anzi, durante questo periodo sono stati avviati cambiamenti non covid correlati che hanno potenziato la nostra capacità di risposta».

Il 2021 ha portato come ulteriore sfida quella dell’organizzazione della campagna vaccinale. «I nostri piani – ha raccontato Francesca Righi, direttrice del distretto socio sanitario cesenate – si sono dovuti adattare a una serie di incognite di carattere qualitativo, legate ai tipi di vaccini disponibili, ma anche di carattere quantitativo, che si ripercuotono sulla definizione dei target».

Al 15 febbraio i vaccinati con la prima dose sono 34.749 in Romagna, di cui 28.409 hanno già ottenuto anche la seconda dose. Di questi in provincia di Forlì Cesena sono 13.488 quelli che hanno ottenuto la prima dose, 10.603 quelli che hanno ricevuto anche la seconda. Nei giorni scorsi è partita la campagna vaccinale per gli over 85, «la partenza, al netto di qualche piccolo inghippo iniziale, è stata buona: dal 15 febbraio ad oggi ci sono state 3mila prenotazioni sulla sede vaccinale di Cesena. «Nelle prossime settimane – ha detto Righi – cominceremo con le strutture residenziali e semiresidenziali per disabili e con il personale scolastico».

Mentre incede il piano vaccinale prende corpo anche il timore legato alle varianti: «Le variazioni erano un fenomeno atteso – spiega Nicoletta Bertozzi dell’Igiene Pubblica Vanno tenute d’occhio e sono tre le domande che ci accompagneranno nell’analisi nei prossimi giorni: la variante ha un potenziale di diffusione maggiore? Nel caso di quella inglese purtroppo pare di sì. La variante è più grave? Da questo punto di vista quella inglese pare esserlo più che altro in virtù della sua alta diffusività. E infine è ancora efficace il vaccino? Al momento, per fortuna, pare che che le variazioni non siano tali da rendere inefficace il vaccino».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui