Cesena, palazzaccio: lavori anti-crolli ma il comitato vuole di più

Il comitato cittadino “Salviamo il palazzaccio” prova a esplorare una nuova possibilità per guardare oltre l’annunciato intervento di messa in sicurezza dello storico edificio alla Fiorita. In Comune è in corso in queste settimane la procedura per individuare la ditta che realizzerà una serie di primi lavori urgenti, per una spesa di 40.000 euro. Consisteranno nella cinturazione completa dell’edificio, che verrà realizzata con cavi in acciaio e tenditori, collocati a varie altezze per vincolare le pareti in tutta la loro altezza. Poi l’assessore Christian Castorri ha annunciato che verso la fine di quest’anno si realizzeranno altre opere, sempre nell’ottica della salvaguardia per scongiurare crolli, per un importo più sostanzioso, messo già a bilancio per il 2022. In quel caso si sistemerà anche il tetto, dove si sono aperte ormai da tempo grandi voragini.

Spinte per il pieno recupero

Un piano di recupero e di valorizzazione più organico e definitivo dovrà però passare da una ristrutturazione economicamente impegnativa e per poterla fare bisognerà accaparrarsi fondi sostanziosi attraverso qualche bando. Gli amanti del palazzaccio sono delusi per il fatto che quel progetto non sia stato inserito tra quelli prioritari inseriti nella tranche iniziale di aspiranti ai finanziamenti tramite il Pnrr. Però da quella fonte dovrebbero arrivare tante risorse anche nei prossimi anni e quindi il comitato incalza il Comune, perché «entro il 2022 i tecnici definiscano un progetto per essere pronti a cogliere le opportunità che si potrebbero presentare con la pubblicazione di bandi».

Chance con le case-museo?

Ma intanto si potrebbe battere forse anche un’altra strada. Lo stimolo è arrivato a seguito di un incontro che i rappresentanti del comitato hanno avuto alcune settimane fa con la consigliera regionale Lia Montalti per fare il punto sull’impegno che la giunta Bonaccini sta rafforzando per le case-museo. È un’ipotesi tutta da verificare, perché quel filone sembra dedicato prevalentemente alle dimore di scrittori e quindi in prima linea ci sono luoghi come la casa di Renato Serra in viale Carducci, quella dei nonni di Fellini a Gambettola, quella di Marno Moretti a Cesena e quella di Giovanni Pascoli a San Mauro. Ma il comitato, anche coinvolgendo storici locali di spessore come Claudio Riva, è intenzionato a produrre uno studio di massima che evidenzi «l’incredibile valore, di respiro non solo nazionale ma addirittura europeo, che il palazzaccio ha nel contesto della storia del Risorgimento, quale fulcro della battaglia del Monte del 1832, che fu un episodio chiave del percorso che portò poi all’unità d’Italia». Lo evidenzia Cesare Benedetti, attivissimo componente del comitato.

Pilastro della memoria

La convinzione di chi si sta spendendo per salvaguardare e valorizzare quel fabbricato è che «l’anima del palazzaccio su cui puntare sia proprio quella risorgimentale, mettendolo in rete – sottolinea Claudio Riva – con altri tesori dell’epoca che Cesena ha la fortuna di avere. Per esempio, il fondo Comandini conservato alla Malatestiana, che tutti gli esperti considerano uno dei più importanti d’Italia per le vicende del Risorgimento». Benedetti e Antonio Dal Muto, altro pilastro del comitato, invitano l’amministrazione comunale a «fare una svolta, prestando maggiore attenzione alla cultura, da intendere innanzitutto come valorizzazione dei luoghi del nostro passato, che ci ricordano da dove proveniamo, chi eravamo». E per riuscirci, invitano a «fare un bagno di umiltà, coinvolgendo le tante associazioni e i tanti cittadini interessati a questi temi. In questo quadro si inserisce l’intenzione del comitato di valutare se ci sia la possibilità di fare entrare il palazzaccio nel circuito della “case della memoria”, anche con propri approfondimenti utili per focalizzare futuri utilizzi successivi alla ristrutturazione, chiesta a gran voce da decenni.

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