Cesena, palazzaccio: esposto e idee contro il rischio crollo

La salvaguardia del palazzaccio della Fiorita, in attesa di un progetto più strutturato di recupero e di valorizzazione, è una necessità urgente anche per tutelare l’incolumità pubblica. È questo il succo del messaggio accorato lanciato dai cittadini che hanno dato vita al comitato “Salviamo il palazzaccio”. Hanno chiesto e ottenuto un incontro col sindaco, fissato per il 30 luglio, ma intanto hanno anche messo nero su bianco le preoccupazioni che hanno sul fronte sicurezza. Uno di loro, ancor prima che si formasse questo gruppo appassionato e determinato, ha infatti presentato esposto ai carabinieri per segnalare il pericolo che si corre, oltre a informare la Soprintendenza. «La situazione è grave – denunciano i paladini del palazzaccio- Dopo il nevone del 2012 è venuta giù circa metà del tetto di quello storico edificio. Servono immediatamente lavori di messa in sicurezza per scongiurare il rischio che collassi. Al suo interno sta addirittura crescendo un albero, che minaccia di metterne ulteriormente a repentaglio la stabilità. Non possiamo permettere che crolli, e non solo perché perderemmo un patrimonio storico e culturale legato a un-importante vicenda Risorgimento, ma perché c’è in gioco la sicurezza pubblica. A pochi metri da un lato dell’immobile, sorgono abitazioni e l’area attorno è frequentata da tante persone. Non può certo bastare la recinzione installata per sentirsi tranquilli». Accanto a questo binario, che si potrebbe definire “ad alta velocità” vista l’urgenza, e per il quale già nella parte finale della sindacatura di Paolo Lucchi erano stati messi a bilancio dei fondi, ce n’è uno parallelo che va più lontano. «Il palazzaccio può diventare davvero un luogo interessante, sia dal punto di vista culturale che sotto l’aspetto sociale d’aggregazione – sottolineano dal comitato – Il suo legame documentato con la Battaglia del Monte del 1832, episodio importante del Risorgimento, potrebbe essere evidenziato creando al suo interno un museo-centro di documentazione. Intanto, sarebbe il minimo, visto che l’area verde attorno è intitolata proprio a quella vicenda (si chiama Giardino Battaglia del Monte, ndr), collocare sul posto una targa esplicativa. Da parte nostra, stiamo organizzando varie iniziative per diffondere la conoscenza del valore del palazzaccio e intendiamo coinvolgere le scuole in visite guidate, appena ripartiranno le lezioni. Se poi si teme che un museo da solo non sarebbe sostenibile, si può pensare a un intervento più articolato, che lo renda uno spazio piacevole da frequentarenon solo come contenitoreespositivo».

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