Cesena, Omar Sosa e Seckou Keita al teatro Bonci

“Suba” è una bella parola che in lingua mandinka, diffusa nell’Africa occidentale di Gambia, Guinea, Senegal, significa “alba”, e dunque anche aurora, nascita, origine, principio. “Suba” è la parola scelta come ispiratrice di un nuovo lavoro di scrittura musicale, da due compositori provetti e affermati, di nazioni diverse, legati da un amore viscerale per la musica, e dal desiderio di ricercare nuove musicalità, cosa che ha fatto scaturire un’alleanza e un’amicizia.

Omar Sosa, noto pianista cubano, e il senegalese Seckou Keita, cantante e maestro di kora. I due hanno realizzato l’album “Suba” 11 brani usciti giusto un mese fa; stasera alle 21 lo presentano in concerto sul palcoscenico del teatro Bonci di Cesena. Suonano in trio, ai due maestri si aggiunge infatti il percussionista Gustavo Ovalles.

Il disco è il secondo progetto insieme dopo l’album del 2017 “Transparent water”, l’avrebbero dovuto suonare tutti e tre insieme al Bonci nel marzo 2020; ma la venuta della pandemia, come si sa, aveva fatto chiudere i teatri. Omar Sosa però era già salito sul palco del Bonci nel 2018, insieme con Paolo Fresu.

“Suba” è nato durante il tempo difficile del lockdown ma Sosa e Seckou hanno vissuto quei mesi di lavoro come rinascita; proprio come è il momento del sole nascente, ossia il tempo del giorno preferito dal musicista senegalese, denso di energia e speranza.

«Anche se stai affrontando delle difficoltà – ha dichiarato Keita – al mattino resetti il cervello, vedi l’alba come un nuovo giorno, una nuova pace, qualcosa che inizia, ed è sempre emozionante. Questa è stata la sensazione che ho avuto mentre scrivevo con Omar».

Il titolo però non si deve al voler cercare qualcosa di positivo per andare oltre l’emergenza sanitaria. Precisano infatti i due: «Per noi “suba” racchiude tante cose: musica, arte, esseri umani, compassione, cambiamento».

Cambiamento, inteso come maturità musicale, è “Suba” rispetto al precedente “Transparent water”. «Quello è stato il nostro primo lavoro insieme – hanno commentato – questo secondo ci ha spinti più avanti, in una ricerca musicale forse più ricca, complessa, densa di sfumature.

Il progetto “Suba” è incentrato sull’Africa, quella secondo noi. Così presentiamo e mescoliamo le nostre tradizioni rispettando l’ascolto dell’altro, con umiltà. Non c’è chi guida o comanda, è la musica stessa a farlo lasciando il suo messaggio. Un messaggio comprensivo di spiritualità pregnante, che si nasconde in tutto ciò che è Africa. Lontano dalla “schiavitù” della società dove tutti agognano il successo».

Perciò il pianista cubano sente il nuovo disco “Suba” come una reiterazione delle più antiche preghiere dell’umanità. E aggiunge: «L’album parla di pace, di speranza, di unità. Quando tutto sembra finire a poco a poco come nel tempo di questa pandemia che ancora continua, la forza interiore si può leggere come una connessione divina con la nostra voce interiore, che si lega allo spirito e alla luce dei nostri antenati. Questa nostra musica prova a dare speranza, e dice alle persone che possiamo ancora stare insieme». Euro 26-15.

Info: 0547 355959

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