Cesena: nuovo ospedale Bufalini con 4 “livelli” di cura

Rispetto alle primissime ipotesi progettuali quello presentato martedì sera in Commissione dall’architetto Luca Cerutti dello studio Altieri, è un progetto che privilegia uno sviluppo orizzontale e una certa compattezza che lascia più margine ad eventuali sviluppo futuri. Sono previsti 4 piani fuori terra e uno interrato e l’interazione con il verde è «forte elemento progettuale».

Gli accessi

La differenziazione degli accessi, ha spiegato Cerutti, è «uno dei temi fondanti». Una “hospital street”, concepita come elemento urbano accoglierà e orienterà i visitatori. Quello sulla Bretella sarà l’accesso dedicato all’emergenza, il personale accederà da via Cerchia di S. Egidio e infine è previsto un accesso all’obitorio, che avviene in un’area ancora più privata. Il progetto prevede 1.300 parcheggi, di cui 300 dedicati al personale nel piano interrato. I posti letto previsti sono invece 733.

Emergenza “a terra”

Nello sviluppo per piani la prima divisione è stata fatta per intensità di cura. Il piano terra ha come immediato accesso il pronto soccorso, a sua volta collegato al gruppo operatorio, così da garantire «la velocità di passaggio tra emergenza e trattamento». Collegata al Ps anche la Medicina d’urgenza, il centro grandi ustionati e le aree diagnostiche. In fondo a questo piano, «in un’area un po’ più defilata» c’è la Psichiatria che avrà un proprio giardino.

Primo piano

Netta la distinzione tra il percorso interno dei pazienti e quello dei visitatori a cui «non capiterà mai di incontrare una barella». Dall’atrio che accoglie i visitatori una scala mobile porta al piano superiore. È infatti al primo piano che si trova l’area accoglienza con i negozi, gli ambulatori, day hospital ed aree direzionali.

Il livello chirurgico

Il piano superiore è il livello chirurgico: qui ci da una parte ci sono le aree di terapia intensiva, subintensiva, la parte Utic e Stroke, in pratica «la risposta immediatamente sopra il pronto soccorso e al gruppo operatorio per le degenze ad alta intensità», e le aree di degenza chirurgica. Tutte le stanze avranno uno o due letti con servizi igienici.

Le degenze

L’ultimo livello è quello dedicato alle degenze dell’area materno-infantile e alle degenze mediche. Ostetricia e pediatria avranno accesso diretto a degli spazi verdi dedicati. Completa questa parte la «Terapia intensiva neonatale, il lactarium e tutto quanto connesso al mondo della mamma e del bambino».

Isolante sismico

Nel livello interrato oltre ai parcheggi ci saranno gli spogliatoi per i dipendenti, ma la particolarità di questo piano è che funge da isolatore sismico. Da questo livello è previsto il collegamento sotterraneo al futuro centro servizi, l’area che sorgerà davanti all’ospedale, che sarà realizzata in un secondo momento e che ospiterà i servizi oggi che oggi si trovano a Pievesestina.

Il futuro

Flessibilità, è una delle parole d’ordine progettuali: «Un ospedale deve essere in grado di assorbibile e permette i cambiamenti che la sanità deve fare», in quest’ottica sono già presenti nel progetto previsioni di espansione: una ulteriore “stecca”, uguale alle altre tre; un’implementazione «con strutture leggere» per pediatria ed ostetricia e anche un ipotetico polo didattico sul fronte sud, «totalmente collegato ma con una sua autonomia funzionale».

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