Cesena: nuova casa comune per Crpv ed Alimos

Battesimo ufficiale di Ri.Nova, polo tecnologico di eccellenza che nasce a Cesena dalla fusione di Crpv, il Centro ricerche produzioni vegetali e di Alimos – Alimenta salute.

Innovazione e comunicazione

Una unione che nasce per rispondere a una esigenza di «razionalizzare le risorse», ma anche e soprattutto nell’ottica di attrezzarsi meglio ad affrontare le sfide del presente e del futuro. A quelle sfide Ri.Nova si prepara unendo due anelli della filiera agricola: quello della ricerca e dell’innovazione tecnologica, ambito in cui eccelle il Crpv, e quello della comunicazione e dell’educazione alimentare e alla sostenibilità che è invece l’ambito di competenza Alimos.

Coltivare il dialogo

«Oggi l’agricoltura – interviene il presidente di Ri.Nova Raffaele Drei – ha bisogno di continuare a innovarsi a diventare più sostenibile, a dare garanzie al consumatore che chiede sempre maggiori garanzie ai prodotti che acquista, ma al tempo stesso deve imparare a comunicare di più e meglio. Le sfide di oggi sono complesse, spesso prevalgono estremismi e divieti assoluti nell’opinione pubblica: il no assoluto alla chimica, lo stop al consumo di suolo e di acqua. A questa tendenza dobbiamo rispondere migliorando non solo le produzioni, ma anche il dialogo e la capacità di raccontare questo sforzo».

I numeri di Ri.Nova

Una sfida complessa, ammette per primo Drei, ma che Ri.Nova, che con i suoi soci rappresenta circa il 60% della produzione vegetale della Regione, è convinta di avere le carte in regola. Dislocati tra le due sedi di Cesena e Tabano, sono 23 i dipendenti di Ri.Nova. Sono invece 87 i progetti, dedicati ai temi della sostenibilità, del cambiamento climatico, del miglioramento genico e del contrasto alle fitopatie, ma anche all’educazione alimentare e al consumo sostenibile. Progetti che coinvolgono 253 partner tra istituti di ricerca pubblici e privati, consulenti e soci. Sono invece oltre 7.000 le persone che sono direttamente coinvolte nelle iniziative di comunicazione e trasferimento dei risultati delle ricerche: «È fondamentale che i progetti di ricerca – sottolinea Alvaro Crociani, direttore di Ri.Nova – che spesso nascono dalle dirette esigenze dei soci, tornino ai soci nel racconto dei risultati. Al tempo stesso lavoriamo per ampliare la platea degli utilizzatori dei risultati del lavoro di ricerca aprendoci alle scuole e all’opinione pubblica».

Nel e oltre il territorio

Quella fatta con Ri.Nova, sottolinea Antonio Zampiga, ex presidente di Alimos, «non è una operazione per salvare qualcuno, ma per guardare al futuro e coglierne le sfide, consapevoli dell’importanza di essere presenti sul territorio, ma anche che questo non basta, occorre infatti interagire con il contesto più ampio regionale, nazionale, europeo. Il pnrr e le risorse che ne deriveranno rappresenta in questo senso un buon esempio delle sfide da affrontare che abbiamo di fronte».

«Passaggio importante»

A tenere a battesimo Ri.Nova ieri c’era il sindaco di Cesena Enzo Lattuca: «Il cambiamento è già presente», ha sottolineato a proposito delle sfide che il settore agroalimentare è chiamato ad affrontare, «Ma a Cesena c’è un cervello che è Ri.Nova capace di accompagnare le sfide non solo dal punto di vista delle competenze ma anche nel creare consapevolezza intorno a queste. La capacità di accompagnare il territorio, le imprese socie e l’opinione pubblica in questo percorso è il motivo per cui Ri.Nova rappresenta un passaggio importante non solo nella storia di Crpv e Alimos, ma per il territorio nel suo complesso».

In arrivo da Roma circa 52,3 milioni di euro per l’indennizzo dei danni causati alle aziende agricole emiliano-romagnole dalle gelate tardive della primavera scorsa, che si aggiungono ai 13 milioni di euro di rimborsi per le gelate 2020 in erogazione a dicembre, per un totale complessivo di oltre 65 milioni di euro. Ai quali si dovrebbe aggiungere un’altra parte importante di risorse anche dal riparto dei 70 milioni di euro per le calamità, stanziati dalla legge di stabilità.

Un consistente pacchetto di risorse che il governo si impegna a trasferire alle casse della Regione e che a stretto giro finiranno sui conti correnti dei diretti interessati, una volta effettuate le dovute verifiche da parte dell’assessorato regionale Agricoltura.

«Si tratta di una cospicua dotazione di risorse- commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- che rappresenta una preziosa boccata d’ossigeno per migliaia di imprese che hanno subito le pesanti conseguenze dell’intensa ondata di gelo fuori stagione che ha investito nella primavera scorsa gran parte del territorio regionale, con gravissime perdite soprattutto per i frutteti in fiore. Un comparto, quello della frutta, che già da qualche anno è costretto a fare i conti con l’assalto della cimice asiatica e degli altri parassiti delle piante».

Sono state 3.423 le domande di indennizzo pervenute all’assessorato regionale all’Agricoltura per le perdite causate dalle gelate della primavera scorsa.

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