Cesena, nuova autostazione: 10 milioni appesi a un filo di 14 mesi

Non è affatto finita la corsa a ostacoli per riuscire a realizzare un progetto ambizioso, forse il più importante della legislatura: il cambiamento radicale del volto dell’area della stazione. Superato lo scoglio contro cui si era inizialmente infranta l’operazione, quello del finanziamento con i fondi europei del Pnrr per una cifra di 10 milioni di euro, che dopo una doccia fredda è stato ottenuto solo in un secondo momento, bisognerà fare i conti con tempi strettissimi. Quei soldi sono infatti vincolati al rispetto di scadenze pressanti prestabilite: se si sgarra, si rischia di perdere un treno che difficilmente si ripresenterà.

Scadenze pressanti

Il termine che sarà più difficile rispettare è quello fissato per la stipula del contratto di affidamento dei lavori. Andrà firmato entro il 30 luglio 2023. Praticamente dopo domani se si tiene conto dei tempi standard delle progettazioni e delle successive operazioni necessarie per arrivare ad aprire il cantiere. Procedure che per enti pubblici come i Comuni sono farraginose e prevedono stringenti step burocratici non aggirabili, né accorciabili più di tanto. Secondo gli esperti del settore, normalmente “apparecchiare” tutto quanto serve per iniziare un lavoro così sostanzioso richiederebbe il doppio o quasi dei tempi a disposizione in questa occasione. Una volta messa in moto la macchina, dovrebbe invece essere meno proibitiva la scadenza indicata per terminare l’intervento: il 31 marzo 2026. Nell’intermezzo c’è un altro onere da rispettare, che però è di carattere finanziario e non dovrebbe essere un problema: andrà pagato almeno il 30% dello stato avanzamento lavori entro il 30 settembre 2024. L’intervento in programma è doppio: la realizzazione di un nuovo terminal delle autocorriere lungo viale Europa; la creazione di spazi all’insegna della socialità e della sostenibilità negli spazi che si libereranno in questo modo.

Il percorso a marce forzate

L’assessore ai Lavori pubblici, Christian Castorri, spiega come ci si sta preparando ad affrontare il ritmo forsennato che bisognerà tenere per tagliare il traguardo: «In effetti, i tempi sono stretti in relazione all’importanza della posta economica in gioco. Attiveremo due processi in parallelo: da una parte, recupereremo l’impronta del progetto della nuova autostazione, redatto in occasione dell’urbanizzazione del comparto Europa; contemporaneamente lanceremo entro metà giugno un concorso di progettazione a un grado, che si concluderà a settembre, per raccogliere le migliori idee su piazza Karl Marx, che potrà essere ripensata senza più la presenza dei bus. Chi vincerà il concorso si aggiudicherà l’opportunità di redigere il progetto definitivo della piazza, che insieme alla progettazione definitiva della nuova autostazione andranno a costituire la base progettuale per l’appalto integrato. Contiamo di acquisire i pareri degli enti e approvare i due stralci di progettazione definitiva entro marzo 2023. Poi vogliamo attivare la gara di affidamento della progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori, quello che si chiama appunto appalto integrato, perfezionando il tutto entro luglio 2023». Cioè entro la data stringente che è stata messa nero su bianco nell’Atto d’obbligo connesso all’accettazione del finanziamento concesso dal Ministero dell’Interno per il progetto.


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