Cesena, non spaventa il green pass nei negozi, ma mancano i clienti

Tampone negativo o prima dose di vaccino. Chi non è ancora in possesso del green pass, nemmeno di quello base, è bene che si affretti a fare compere: da martedì prossimo sarà necessario anche per entrare in boutique e negozi. «Non è un grosso problema», confessa la titolare di Wave, in via Zeffirino Re. Come lei, molti altri: «Nonostante i saldi, non c’è un gran via vai, i green pass riusciremo a controllarli bene». Il problema, semmai, è infatti quello dei clienti. «Con questo pseudo lockdown – dicono molti, da Susy mix fino al negozio di intimo Maltoni in via Strinati – è calato tutto, si esce meno, ci sono meno occasioni di socialità, e quindi gli acquisiti si riducono, anche se ci sono i saldi». «La frase che mi sento ripetere più spesso – dice la commessa del negozio di Susy mix, in piazza del Popolo – è “cosa lo compro a fare, che tanto non si va da nessuna parte?”».

Chi invece è «assolutamente» a favore del green pass nei negozi è Claudia Maldini, titolare di Hippie chic capsule in via Strinati, secondo cui il certificato verde è uno strumento «a tutela nostra – dice – per evitare di prendere il Covid, e quindi anche di chiudere il negozio causa contagi». «Se potesse essere la svolta per andare a scemare e chiudere definitivamente questo capitolo, ben volentieri» aggiunge la commerciante, chiarendo di aver sempre espresso apertamente le proprie convinzioni, con tutti i clienti. «Io lo dico, non mi faccio problemi – sottolinea – per me non è questione di politica o di principio, ma di tutela della salute di tutti».

Anche qui, però, i saldi non sono scoppiettanti come quelli che rallegravano i giorni di gennaio del pre- pandemia. «Siamo già passati agli sconti del 50%, saltando quasi completamente la fase del 30%, quindi un ammanco lo abbiamo avuto, però nonostante questo non ci lamentiamo. Abbiamo la nostra clientela fissa, e per venire incontro alle esigenze di chi non può venire in negozio, tipo i genitori con i figli in dad, portiamo vestiti al domicilio, come durante il lockdown». Ma al di là degli espedienti, le difficoltà restano. Ed è per questo che Maldini fa un appello alle istituzioni, al sindaco Enzo Lattuca e all’assessore Luca Ferrini, «che ci diano un supporto in questo momento, perché fino a ora ci hanno lasciato soli».

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