Cesena, “non si affitta a stranieri”: sposini separati dai pregiudizi

Un mercato chiuso, con poca offerta in proporzione alla domanda, e diffidente, per usare un eufemismo, verso chi non è italiano. Queste le caratteristiche che il mercato dell’affitto a Cesena conferma di avere nel racconto di un cittadino che da qualche tempo sta cercando di aiutare il suo coinquilino a trovare casa.

No a priori

Il coinquilino in cerca di un alloggio è un lavoratore di 25 anni con contratto a tempo indeterminato. Dopo essersi sposato lo scorso agosto, sta cercando casa, è ben referenziato, «un bravo ragazzo di famiglia». Ma, e non è purtroppo un “ma” di poco conto a quanto pare, è tunisino. Il suo essere “straniero” gli preclude infatti a priori non solo l’accesso a un contratto d’affitto, ma persino passaggi che di solito ne precedono la sottoscrizione. «Se manda una mail, quando leggono un nome straniero, o non rispondono o rispondono che l’appartamento non è più disponibile. Però – riferisce l’amico – se poco dopo scrivo io, ecco che è di nuovo disponibile. In agenzia, sia che vada io per lui, sia che prenda contatti lui stesso, la risposta è sempre la stessa: i proprietari hanno dato indicazioni di non affittare agli stranieri».

Grande amarezza

È un racconto pieno di amarezza quello che il cesenate ha deciso di rendere pubblico nella speranza di riuscire a trovare una soluzione per questo giovane. «Vivo a Cesena da tre anni – afferma – ma ci avevo vissuto prima di trasferirmi per lavoro a Brescia, dove ho vissuto vent’anni. Essendo separato, quando sono tornato a Cesena, cercavo qualcuno con cui dividere le spese, e così misi un annuncio. Quando si presentò, mi fece subito un’ottima impressione. Ma i proprietari guardano solo al fatto che è straniero e non a che persona è. Posso capire che a qualcuno possa essere capitata una brutta esperienza. Capitò anche a me e mia moglie: anni fa affittammo la nostra casa a una cesenate e dopo 8 anni di affitto la trovammo sporchissima e piena di muffa. Però non mi aspettavo che una persona potesse avere tutti questi problemi per il solo fatto di essere straniero. Da questo punto di vista, era più accogliente Brescia».

«Diffidenza ingiustificata»

«Quel che mi sembra assurdo è che non vogliano nemmeno incontrarlo. Parliamo di un ragazzo di 25 anni, serio e con un lavoro stabile. È in Italia da 4 anni e parla bene l’italiano. Credo che chiunque lo conoscesse si renderebbe conto subito che è un bravo ragazzo. Per me è stato così e dopo due anni che viviamo nella stessa casa posso confermarlo. È gentile, educato, puntuale nei pagamenti e ha un lavoro a tempo indeterminato. Si è sposato in agosto nel suo Paese e ha necessità di trovare un appartamento per poter chiedere il ricongiungimento familiare, in modo da farsi raggiungere dalla moglie in Italia».

L’appello

Accorato l’appello finale: «Se ci fosse qualche brava persona che ha un appartamento da affittare, dia fiducia a questo ragazzo. Posso assicurare che è una persona correttissima e lontana da ogni stereotipo negativo». Se qualcuno dovesse avere una soluzione da proporre, può scrivere a brugar55@libero.it.

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