Cesena non cancella molti progetti del dossier “capitale del libro”

L’amministrazione comunale, per smaltire la delusione della sfida persa per fare di Cesena la “capitale del libro”, si getta a capofitto nel recupero di buona parte dei progetti che aveva messo in campo per candidarsi. Il sindaco è intenzionato a riprendere in mano già domani o martedì il dossier che conteneva 29 azioni legate al mondo della lettura. L’obiettivo è ridefinirlo, eliminando qualcuno degli interventi ipotizzati, rinviandone altri e concretizzandone subito altri ancora. Alcuni orientamenti sono chiari. Sicuramente non si terrà l’edizione speciale di “Piazze di cinema” collegata al tema del libro, che sarebbe stata proposta se fossero arrivati il titolo e i 500.000 euro di contributi, assegnati invece a Vibo Valentia. A parte il fatto che non sarebbe stato facile organizzare in pochissimo tempo questa rassegna, Enzo Lattuca ammette che ci sono un paio di motivi per cui rinunciarvi non sarà in fondo una male. «Da una parte – fa notare – dopo il lungo stop è bene che le piazze tornino stabilmente a disposizione dei locali. Dall’altra parte, viene meno una forma di concorrenza alle sale cinematografiche, anch’esse provate dal lungo lockdown». È invece certo che andrà avanti a marce forzate il progetto per creare una rete bibliotecaria cittadina, valorizzando le biblioteche di quartiere, collegandole tra di loro e realizzando punti lettura di comunità. «È un’iniziativa a cui teniamo molto – dice il sindaco – e abbiamo già stanziato 135.000 euro, che restano disponibili». Il progetto forse più ambizioso che verrà accantonato è il lancio di un festival dello storytelling (l’arte di raccontare storie con tecniche che puntano in modo forte sul coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore) e del crowdwriting (una sorta di scrittura collettiva, di cui Wu Ming è uno degli esempi più noti). Sarebbe stata la prima edizioni di un festival letterario che servirebbe come il pane a una città che vanta la Biblioteca Malatestiana, ma a questo punto – afferma Lattuca – «sarà difficile proporlo entro la fine di quest’anno, e non ce n’è più neppure l’urgenza». L’idea è però quella di ragionarci per il 2022. Più in generale – conclude il primo cittadino – «quasi tutto quanto avevamo pensato si potrà fare, ma senza l’ansia di metterlo in campo immediatamente, bensì tenendo conto delle disponibilità dal punto di vista economico e organizzativo. Per esempio, organizzare ex novo il festival iniziando in maggio, e per giunta nell’anno del Covid, sarebbe stato quasi impossibile: avremmo dovuto fare i salti mortali, anche se li avremmo fatti volentieri qualora avessimo ottenuto il titolo di “capitale del libro”». Ma non c’è tempo per rimpianti e recriminazioni e si respira una gran voglia di rimboccarsi le maniche per stendere un programma culturale di alto livello per i prossimi mesi. Naturalmente Covid permettendo.

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