«Mio figlio fa fatica a respirare con la mascherina. Proprio non la può portare».

Che l’anno scolastico 2020/2021 sarebbe stato costellato da mille problematiche sempre nuove a scontrarsi con le regole legate alla pandemia da coronavirus, era chiaro fin da prima della sua partenza.

Questamattina un “caso limite” stando ai protocolli in applicazione attualmente, si è presentato all’ingresso (delle ore 10) della succursale della scuola Media di Villarco in via Certaldo (7° circolo) sotto forma di una richiesta da parte di una madre che temendo ripercussioni negative per il proprio figlio, è stata accompagnata sul posto anche dal suo avvocato di fiducia.

La campanella per entrare in questi giorni suona più tardi del solito. E la procedura è standard: insegnanti e bidelli fuori, col megafono la responsabile di plesso chiama una classe per volta, gli studenti muniti di mascherina, entrano e vengono accompagnati in classe per iniziare le lezioni.

Quando viene chiamata la classe seconda di questo alunno si fa avanti anche sua mamma. Ed avvicina la responsabile di plesso. Gli altri entrano. Madre e figlio restano a parlare con l’insegnante deputata al coordinamento delle operazioni di ingresso in linea con i protocolli Covid.

La madre spiega le problematiche del figlio; che per respirare adeguatamente non può portare la mascherina, come invece attualmente i protocolli prevedono in molte situazioni. Soprattutto durante gli spostamenti in istituto. La madre spiega di aver inoltrato più di un messaggio per posta elettronica certificata al dirigente scolastico. Non ci sono certificazioni mediche da mostrare sul posto. Ma solo una volontà netta di non far indossare la mascherina durante le lezioni al figlio che altrimenti ne subirebbe conseguenze.

Il dialogo dura circa 9 minuti dopo il suono della campanella. Senza che l’avvocato Riccardo Luzi sia dovuto in alcun modo intervenire. A scontrarsi in pochi giri di lancetta dell’orologio, ci sono il diritto all’istruzione di un giovane di 2ª media ed i doveri legati alla salute della collettività che ora richiedono di indossare la mascherina. Alla fine il ragazzo viene accompagnato dentro. Può raggiungere i suoi compagni di classe e fare lezione assieme a loro. Un “caso particolare e limite”, stando alle attuali disposizioni. Situazione che diverrà casistica su come comportarsi (o non comportarsi) in situazioni analoghe che si dovessero presentare anche in altri plessi.

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