Cesena, nella futura pinacoteca esposti 150 dipinti in due percorsi

Due percorsi distinti ma in costante dialogo tra loro. Questa l’impostazione di fondo degli spazi espositivi della nuova Pinacoteca, pensati dal professore Angelo Mazza. Il progetto da 4,4 milioni a Palazzo Oir, che è stato appena approvato dalla giunta comunale, inizierà a essere realizzato nella seconda metà del 2022 e richiederà poi un paio anni di lavori, riguarda la ristrutturazione del contenitore, ma anche il modo per valorizzare al meglio i capolavori che ospiterà.

Un doppio percorso

Le opere che saranno esposte nella futura Pinacoteca della città saranno circa 150, la metà delle quali provenienti dalle collezioni comunali. I due percorsi rispecchieranno anche le proprietà delle opere che andranno a riempire di contenuto il progetto: da un lato, la collezione del Comune; dall’altro la raccolta di proprietà di Crédit Agricole Italia e della Fondazione Crc. L’intenzione – sottolinea Patrizia Rossi, della Fondazione Crc – «non è quella di rivendicare o sottolinearne la proprietà, ma di rispettare e segnalare la diversa natura delle due collezioni».

Le due collezioni

La Pinacoteca storica del Comune di Cesena, di origine ottocentesca, riflette la storia cittadina ed è cresciuta nel tempo per effetto delle soppressioni dell’unità d’Italia, delle donazioni da parte dei cittadini di Cesena e delle acquisizioni comunali. È una collezione che procede «per sedimentazioni»: questa la definizione di Rossi nel raccontare l’identità di questa raccolta, molto diversa da quella nata per volontà della ex Cassa di Risparmio di Cesena. Quest’ultima – spiega ancora Rossi – «innanzitutto è molto più recente: nasce negli anni ’80 dalla volontà dell’allora Cassa di Risparmio di Cesena di dare vita a una raccolta di dipinti, tra Quattrocento e Settecento, che riflettesse le vicende della pittura in Emilia e in Romagna, con particolare riguardo alle provenienze storiche da edifici di culto o da illustri collezioni private del territorio regionale». È una collezione la cui importanza è stata riconosciuta anche dal Mibac, che nell’agosto 2017 la vincolò, vietandone tra le altre cose il trasferimento in un’altra città e il suo smembramento.

Al primo piano

Ad aprire il percorso espositivo, che procede in ordine cronologico sarà la Madonna della Pera dipinto su tavola la cui datazione risale all’inizio del ’400, a cui farà seguito un momento dedicato agli affreschi di scuola romagnola provenienti dalle chiese della città. Nelle opere del maestro dei Baldraccani ci sarà uno di quei momento di «alto raccordo», così lo descrive Rossi, tra le due collezioni. Anonimo artista forlivese degli anni di Melozzo da Forlì restituito alla storia dell’arte da Federico Zeri, del Maestro dei Baldraccani ci sono infatti opere in entrambe le collezioni. Un dialogo che si ritroverà nella parte del percorso espositivo dedicata al Rinascimento in Romagna, per poi proseguire con il classicismo Raffaelesco e il ’500 a Cesena. Una parte del percorso sarà dedicata al tema dei confini, ai movimenti artistici delle zone che circondano la Romagna, come la Toscana e il Veneto. Il percorso del primo piano si concluderà con il ’600 e anche qui con un dialogo tra quel secolo a Cesena e in regione e in particolare con un focus sulla vicenda artistica bolognese, che attinge alla collezione di Fondazione e Credit Agricole con opere di Lionello Spada, Domenico Maria Canuti, Alessandro Tiarini, Giovan Gioseffo dal Sole, Lorenzo Pasinelli, Marcantonio Franceschini. Ci sarà una parte dedicata alla Cesena sacra con le 5 tele del Sassoferrato.

Al secondo piano

Al secondo piano il percorso riprende dal ’700 anche qui testimonianze da Cesena e da Bologna. Troverà una collocazione particolare il Sacrificio di Ifigenia del veneziano Giovan Battista Piazzetta entrata a far parte delle collezioni comunali nel 1888 grazie al lascito di Antonio Bocchini. Una parte del percorso sarà poi dedicata al periodo della Restaurazione, quello dei due Papi e delle spoliazioni Napoleoniche, con testimonianze della storia artistica della città che ricordano anche come alcune di queste opere siano finite alla Pinacoteca di Brera.

I ritratti

L’ultima parte del percorso sarà dedicata ai Cesenati illustri i cui ritratti, salvo qualche eccezione sono patrimonio della collezione comunale. Tra i progetti c’è anche quello di esporre nella nuova pinacoteca i ritratti dei benefattori dell’Oir, una collezione oggi di proprietà dell’Ausl, per la cui esposizione a palazzo Oir (l’intenzione è quella di esporli nello scalone d’ingresso) si sta ancora lavorando.

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