Cesena: nel viadotto rinnovato tornano a dormire i senza tetto

Con la fine dei lavori al viadotto Kennedy sono tornati… anche i senza fissa dimora ad occupare come casa le arcate inferiori del ponte.

La scena si ripete ugualmente in tutti i periodi dell’anno: anche quando l’area è frequentata da studenti che transitano da e per le aree scolastiche, soprattutto studenti del vicino Itt Pascal, della succursale del Versari Macrelli e del Geometri “Da Vinci”.

Case sotto al ponte

Negli ultimi giorni, dopo la riapertura del ponte, è stata sistemata anche la strada pedonale che tra qualche settimana tornerà ad animarsi di giovani con libri e quaderni al seguito nello zaino. Con le ruspe finalmente in ferie il sotto ponte è tornato ad essere dimora fissa di almeno 5 persone: distribuite tra varie arcate e che, come sempre, attrezzano i luoghi con qualche effetto personale: un materasso o un cartone su cui sdraiarsi, qualche mobiletto, dei vestiti, una bicicletta per muoversi di notte e far ritorno alla sera.

Giardino per fare la doccia

Nei periodi più caldi dell’anno anche l’adiacente parco dell’ex Saub (zona Ausl di corso Cavour) viene usato come dormitorio a cielo aperto. Ma più spesso da tutti i senza tetto il parco viene usato per i bisogni fisiologici e per lavarsi: grazie ad un rubinetto (posto nell’edificio che ospita i medici dell’Usca) che con una gomma ed un cespuglio usato come riparo viene utilizzato anche come “box doccia” molto funzionale e rinfrescante.

Niente contatti col Comune

La consuetudine di usare il sottoponte come casa non è nuova e non pare destinata ad estinguersi nel tempo. Malgrado saltuariamente la polizia locale compia delle operazioni di sgombero delle zone. Chi occupa il sottoponte non vuole in alcuna maniera avere a che fare con i servizi dedicati ai senza fissa dimora approntati dal Comune. Servizi che malgrado questo negli anni si sono ampliati parecchio

Tantissimi casi

Attualmente sono 61 i senza fissa dimora censiti e che vivono nel territorio comunale di Cesena e in carico ai Servizi Sociali. A questi si sommano le 171 persone che usufruiscono dei servizi seguiti dalla Caritas. Recentemente per tutte queste persone è stato predisposto anche un servizio di medicina generale. Che mette loro a disposizione medici di base per le cure necessarie.

Molti dei senza fissa dimora presenti sul territorio e iscritti a “Via delle Stelle” (la residenza anche anagrafica che deve risultare nella carta d’identità) hanno avviato un percorso integrato di inclusione e di reinserimento che dal dormitorio di via Strinati li porta, gradualmente, a poter contare su una propria abitazione e su un impiego dignitoso.

Dormitorio e cibo

Ma chi continua a dormire all’addiaccio di entrare in contato con realtà come il dormitorio non ne vuole sapere.

Il Comune cerca solitamente di puntare sull’inserimento diretto in appartamenti indipendenti di persone senza casa con problemi di salute mentale o in situazione di disagio socio-abitativo cronico, per favorirne percorsi di benessere e integrazione sociale.

Di recente Amministrazione comunale e Asp Cesena Valle Savio, in collaborazione con la rete solidale locale, hanno attivato e sviluppato progetti importanti al fine di fornire risposte concrete ai bisogni di chi non ha una casa: come la lavanderia sociale ‘Oblò sul mondo’, l’apertura e l’ampliamento del centro diurno, il potenziamento di Via delle Stelle e la riattivazione del servizio docce ogni giovedì pomeriggio. Essenziale inoltre il contributo degli Avvocati di Strada a cui nell’ultimo anno si è aggiunto Cucine popolari: che da settembre ripartirà cercando di organizzare almeno un pasto al giorno a chi non può permettersi di pagarlo.

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