Negozianti e parrucchiere su di giri per la riapertura

Da lunedì, col passaggio in “zona arancione”, si allargherà la platea delle attività che potranno tornare ad aprire al pubblico. Se per ristoratori e baristi la strada per tornare ad accogliere i clienti al tavolo o al bancone pare ancora lunga, la diminuzione dei contagi e la conseguente uscita dalla zona rossa daranno il via libera, ad esempio, ai negozi di abbigliamento, di scarpe, ma anche alla ripresa dell’attività per parrucchiere ed estetiste.

Rientro a pieno ritmo

«Questa volta la chiusura l’abbiamo presa male – ammette Rita Panetta, che ha l’omonimo salone di parrucchiera  a Cesena – Nemmeno in ospedale credo di aver visto qualcuno igienizzare le sedie con la cura con cui igienizziamo le nostre poltrone. Io lavoravo già da sola, ma ho visto i colleghi dotarsi di divisori in plexiglass, usare una poltrona ogni due e tutti abbiamo imparato a scaglionare gli appuntamenti. Ma nonostante gli investimenti fatti per lavorare in sicurezza, ci hanno fatto chiudere lo stesso e il risultato è che, mentre noi dobbiamo fermarci, è pieno di parrucchieri che lavorano abusivamente». Appena avuta l’ufficialità della riapertura, Panetta ha cominciato a chiamare le clienti: «Ho una priority list, creata nei giorni scorsi. So già che nei prossimi giorni lavoreremo con orari assurdi. Nell’ultimo anno abbiamo tenuto ritmi inarrestabili fino alla successiva improvvisa chiusura. Speriamo che sia stata l’ultima volta, perché basta».

Estate e vaccini

«Non voglio illudermi, ma spero davvero tanto che questa sia l’ultima chiusura», commenta Ilenia Battistini, del negozio di abbigliamento “Mabù”. Anche se in queste settimane di chiusura, grazie alla tecnologia, è riuscita a garantire la sua presenza, la voglia di riaprire è tanta ed è convintache siaricambiata dalle sue clienti: «Quest’anno, rispetto a quello passato, ho notato più entusiasmo e voglia di comprare, forse perché abbiamo imparato a conoscere questa situazione. Di sicuro ci sono più persone al lavoro. Mi sono mossa molto con consegne a domicilio e spedizioni, e quasi sempre le consegne venivano fissate in pausa pranzo. Ho notato tanta voglia di qualcosa di nuovo, di fare acquisti. Nella settimana di Pasqua tante clienti si sono volute regalare qualcosa di nuovo. Adesso siamo pronti a ripartire. Speriamo solo che non sia una illusione, ma che questa apertura, con la combinazione tra bella stagione e vaccini, sia l’inizio di una fine».

«Più che ottimisti»

«Ero pronta ad affrontare una chiusura di due settimane, non mi sarei mai aspettata che diventassero cinque», dice Silvia Parentelli, che è «pronta e carica» a riavviare il suo centro estetico Tea Rose. «Dall’8 marzo ho dovuto mettere le dipendenti in cassa integrazione; speravo di poter partire prima, ma non è stato così». Nonostante le difficoltà, l’atteggiamento è positivo: «Siamo più ottimisti che mai. La speranza è che vada come l’anno scorso, quando ci hanno fatto riaprire ci abbiamo dato dentro e in un modo nell’altro siamo riusciti a chiudere un buon anno. Non recuperi del tutto, ma si va avanti e si continua a lavorare».

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