Cesena, mura malatestiane: offesa al decoro e alla tutela

«Mentre aspettiamo i lavori di restauro e valorizzazione delle storiche mura malatestiane, potremmo iniziare a rispettarle». L’invito arriva da un non più giovane frequentatore dei giardini Serravalle, che si dichiara «innamorato di Cesena e del suo passato». Esprime il proprio fastidio, «condiviso da altri», per le scene che vede già da qualche tempo nell’area verde che su un lato, quello di via Mura Federico Comandini, è circondata dall’antica cinta muraria. In particolare, «già da qualche settimana, per lavori in corso nella zona dell’area di sgambamento dei cani, vengono appoggiati alle mura materiali per l’edilizia di tutti i generi, senza alcun riguardo. Non è solo un brutto spettacolo dal punto di vista estetico. Così si rischia di rovinare la cinta quando gli operai spostano i materiali». Ieri erano visibili lunghe barre di metallo disposte verticalmente a contatto con la cinta muraria, messe all’interno di un cortile privato. A pochi metri di distanza, sulla faccia esterna, quella che guarda verso via Mura Federico Comandini, ci sono inoltre un bagno chimico temporaneo. E lì accanto sono stati messi pesanti sacchi contenenti materiale per l’edilizia e un bancale, anch’essi a contatto con i resti ben conservati del perimetro cittadino quattrocentesco. «Per tante persone – afferma il cittadino irritato – le mura malatestiane sono solo un muro come tanti altri. Forse è perché fanno parte del nostro panorama quotidiano e così non ci accorgiamo del loro valore». Da qui l’invito a trattarle meglio di quanto accade. «E quando si esagera – aggiunge l’amante di quel pezzo del passato malatestiano – bisogna anche applicare le leggi che tutelano il patrimonio storico, sanzioni incluse». La riflessione si conclude con l’auspicio che vada in porto il progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena per recuperare l’intera cinta muraria. Un’idea di cui si parla da tanti anni e che può contare su una solida base di partenza: uno studio fatto a suo tempo dall’architetto Pino Montalti.

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