Cesena, multe ingiuste ai taxi: corsia bus permessa anche ad altri

Anche chi trasporta persone non con il taxi ma sotto forma di servizio di noleggio con conducente può transitare sulla corsia telecontrollata di fronte all’ingresso principale della stazione senza beccarsi la multa. Lo sottolinea la segreteria regionale di Fai, Federazione autonoleggiatori italiani trasporto persone. E una conferma arriva anche dal comandante della polizia locale, Giovanni Colloredo, che aveva inizialmente espresso il convincimento che quella quella categoria di veicoli non fosse esentata, in quanto sulla specifica segnaletica stradale non era espressamente indicata tra le eccezioni. In realtà – sottolineano dalla Fai Tp, a proposito della questione sollevata dal “Corriere”, dopo sanzioni non corrette fatte a qualche taxista – «il terzo comma dell’art. 11 della Legge quadro di settore n.21/1992 per il comparto del trasporto pubblico non di linea stabilisce testualmente che “ai veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente è consentito l’uso delle corsie preferenziali e delle altre facilitazioni alla circolazione previste per i taxi e gli altri servizi pubblici”». Limitandosi a quelle rilasciate dal Comune di Cesena, sono 17 le autorizzazioni rilasciate per il servizio di ncc, ossia noleggio con conducente. L’equiparazione tra questa categoria e i taxi nell’uso delle corsie preferenziali e nel diritto alle agevolazioni decise non è condizionata da «alcuna subordinazione a qualsiasi tipologia di segnaletica stradale per poter accedere a tali agevolazioni». Questo non toglie che «l’ente locale preposto abbia l’onere di predisporre un’adeguata segnaletica stradale verticale ed orizzontale». Nel caso della corsia davanti alla stazione ferroviaria cesenate, mentre la segnaletica orizzontale evidenzia solamente la categoria bus, la segnaletica verticale riporta le categorie bus e taxi, mentre è completamente assente la categoria ncc. «Ciononostante – ribadisce la Fai – tutte le categorie hanno diritto in egual misura all’accesso secondo quanto stabilito dalla legge menzionata, e la segnaletica dovrebbe essere predisposta al servizio di tali disposizioni, in modo da non dare adito ad alcun dubbio ad operatori, cittadini e forze di polizia». Probabilmente il disguido delle multe fatte a qualche taxista e doverosamente annullate è dovuto a una carenza nella «comunicazione delle targhe all’amministrazione comunale». Un problema che – lamenta la Fai – «è ricorrente nella maggior parte dei comuni italiani». Perciò «tutto il comparto è in attesa dell’istituzione del Registro elettronico nazionale, che permetterà di accedere ad un database aggiornato con tutti i dati degli operatori di settore aventi diritto, targhe comprese, così da evitare ogni azione amministrativa conseguente ad eventuali comunicazioni mancate». Nel frattempo, la raccomandazione rivolta alle amministrazioni locali è quella di «procedere in autotutela per l’annullamento di eventuali sanzioni di questo tipo, come praticato dal Comune di Cesena in questa occasione, evitando in questo modo ulteriori costi dovuti ad eventuali azioni legali».

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