Dopo l’atto di “disobbedienza civile” fatto venerdì, quando ha aperto a una trentina di clienti le porte del proprio locale in via Mulini, violando in questo modo il divieto anti-Covid, la pizzeria “Qbio” ha fatto il bis anche la sera seguente. Così, a seguito di un nuovo controllo, oltre a una seconda sanzione, in aggiunta alla prima di 400 euro e che questa volta potrebbe raddoppiare, come è previsto in caso di reiterazione della condotta, è stato attivato anche un procedimento penale dei confronti del legale rappresentante. Infatti, decidendo di riaprire nonostante l’ingiunzione di chiusura forzata per 5 giorni che era stata disposta la sera prima, dovrà rispondere dell’accusa di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. L’altro rischio che corre il “Qbio” è quello di dovere fermare completamente la propria attività per più dei 5 giorni previsti in prima battuta. Infatti, se si viene “pizzicati” di nuovo ad aggirare le restrizioni anti-Covid, è previsto che possa scattare lo stop fino a 30 giorni. A questo punto, è stata comunicata alla clientela, attraverso la pagina Facebook del locale, una marcia indietro immediata: “Il “Qbio” sospende la manifestazione messa in atto a difesa delle categorie ristoranti, bar, palestre. attraverso l’adesione all’iniziativa “Io apro”. si torna a rispettare le norme, come da ultimo Dpcm”. Intanto, i titolari dell’attività riferiscono che tra le altre realtà che fanno capo allo stesso gruppo anche il “Qcorner” di Faenza è stato raggiunto da uno stop di punizione per 5 giorni, mentre il “Qcorner” di Forlì è «salvo e attivo. C’è poi anche il “Qfarm”, che però è un’azienda agricola, e quindi non rientra in questa partita. La richiesta del ristoratore resta quella di “tornare a lavorare, in forma regolamentata ma senza limite di orario”. Nel dettaglio, propone l’adozione del “modello alto Adige”, e cioè «bar e ristoranti aperti fino alle ore 22, con capienza ridotta e non più di 4 persone o un nucleo familiare per ciascun tavolo». Intanto, sono finiti nei guai anche i clienti. Ieri sera sono state infatti fatte una quindicina di sanzioni a chi si era seduto ai tavoli per cenare. E manca ancora qualche notifica, per cui alla fine si arriverà a circa 20 multati. Tra l’altro, si tratta di persone che sapevano a cosa andavano incontro, perché il ristoratore, al momento di raccogliere le prenotazioni, le aveva correttamente informate dei rischi che correvano.

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