Cesena, moniti del vescovo Douglas su povertà e centro sportivo

La Chiesa è pronta a fare la propria parte contro la povertà e l’emergenza abitativa, partendo dalla mensa Caritas, che dovrà spostarsi dal Roverella in una nuova sede da trovare, ma il vescovo avverte: «Serve senso di responsabilità di ogni singolo cittadino, per esempio nell’affittare le case, di cui c’è un gran bisogno. Siamo malati del delegare sempre ad altri». Poi, a proposito di un’altra questione calda, il destino del Centro sportivo di Ponte Abbadesse, gestito dalla Nuova Virtus ma che la parrocchia, che ne è proprietaria, vorrebbe vendere, chiede di evitare il muro contro muro, ma anche qui puntualizza: «Ancor prima della mediazione del sindaco, avevo già agito attraverso don Giordano e don Fabrizio, che hanno la mia fiducia, e penso che vada avanti il cammino per trovare una soluzione che tenga conto delle esigenze di tutti: dei ragazzi che fanno attività sportiva ma anche della parrocchia, che per vivere deve avere una sostenibilità economica». Passando dal sociale a questioni più strettamente religiose, monsignor Douglas Regattieri mette invece l’accento sull’esigenza di fare crescere le Unità parrocchiali, la rivoluzione organizzativa messa in campo nel 2022 creando 18 di queste aggregazioni tra più parrocchie (fino a 5 ciascuna) e affidandole ad altrettanti moderatori, con un approccio dell’insegna della condivisione. Una necessità dovuta anche al perdurante calo delle vocazioni (sono circa 80 i sacerdoti rimasti in diocesi, tra i quali molto anziani), dovuto innanzitutto alla denatalità, ma a cui si può reagire con una «medicina: rendere più autentica e vivace la testimonianza cristiana, perché oggi i giovani ascoltano più i testimoni che i maestri».

Sono alcuni dei tanti spunti che il vescovo ha dispensato ieri, durante un incontro con i giornalisti del territorio, organizzato come da tradizione in occasione della festa di San Francesco Sales, patrono di chi fa informazione. Dopo avere invitato a «mettere anche l’anima dentro le notizie che si scrivono», si è soffermato su un paio appuntamenti alle porte, che uniscono fede e cultura. Il principale è il bicentenario della morte di Pio VII, il 20 agosto prossimo, con apertura delle celebrazioni alla Basilica del Monte, assieme al cardinale Parolin. In ottobre ci sarà invece un convegno di studi alla Piana della Malatestiana sul pontefice cesenate. Non mancherà un pellegrinaggio alla sua tomba in Vaticano, con messa a San Pietro e udienza dal santo padre. Per la concelebrazione eucaristica finale, un anno dopo l’inizio, arriverà in cattedrale il cardinale Zuppi, presidente della Cei. Per l’anno ilariano dedicato all’architetto e artista Fioravanti, nel centenario della nascita, domenica prossima ci sarà invece la presentazione di un importante libro pubblicato per valorizzare l’avvenuto restauro della porta bronzea della cattedrale, una delle sue opere più importanti. Proprio in duomo sarò svelato alle 16.45 il corposo volume, curato da Marino Mengozzi e Walter Amaducci, impreziosito da ben 184 immagini (tra cui quelle di studi preparatori che Fioravanti donò al vescovo) e da un contributo straordinario di Vittorio Sgarbi. Uno che – ha osservato Mengozzi – «a volte sarà anche insopportabile ma quando parla d’arte è geniale e lo ha confermato in questa occasione».

Il vescovo ha aggiornato anche sui percorsi verso la beatificazione avviati per diversi uomini di fede legati a Cesena. In particolare, è già stata approvata dalla Consulta dei teologi la “positio” (che raccoglie biografia e testimonianze) necessaria per arrivare a dichiarare venerabili Angelina Pirini, don Quintino Securo e padre Guglielmo Gattiani. Ora manca solo l’ok dalla Ordinaria dei vescovi.

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